Poi, dopo Pasqua, sarebbe partito per il Portogallo dove
avrebbe rivisto Maria.
La macchina camminava veloce per la strada che, costeggiando
il mare, portava a Nazaré, nella regione dell’Estremadura. Maria era andata a
prendere Cesare all’aeroporto di Lisbona, da sola. Si sarebbero visti poi, la
sera, anche con il fratello Tony. Cesare guardava il profilo di Maria e le sue
braccia nude che stringevano il volante e provava una sensazione di piacere
espandersi in tutto il suo essere.
Era bella! Ed era
fortunato ad aver suscitato il suo interesse!
Erano quasi arrivati. Il paese, si stendeva attorno ad una
lunga spiaggia di sabbia bianco-dorata, sulle rive dell’Atlantico; mentre, in
alto, su di un promontorio, era posto il quartiere più antico e caratteristico
“ Il Sitio” dove stava un belvedere, il Miradouro do Suberco, con una veduta spettacolare
sull’oceano e sulle sue onde, fra cui quella più alta mai cavalcata da un
surfista nella storia dell’uomo.
Maria posteggiò la macchina sul lungomare, davanti
all’alberghetto dove aveva prenotato una stanza per Cesare. Stava nella parte
nuova di Nazaré: La Praia, ed era comodo perché era al centro della vita della cittadina.
I genitori di Maria e di Tony, invece, abitavano nel
quartiere più antico: Pederneira, posto su di una lingua di terra che domina da
meridione Nazaré ed in cui nacque il primo insediamento di pescatori.
Il padre era stato anche lui un pescatore, fin da ragazzino,
ed anch’egli, per anni, nei mesi estivi, il sabato al tramonto, aveva
partecipato da protagonista allo spettacolo dell’Arte Xavega, una pesca con la
sciabica, tirando a riva le reti cariche di pesce; mentre, tutt’intorno, la
moglie, insieme alle altre venditrici, lanciava urla di richiamo ai clienti,
usando un linguaggio dal gergo antico e di difficile comprensibilità.
Ora, aveva più d’ottant’anni ed era molto malandato. Aveva
difficoltà a reggersi sulle gambe e passava gran parte del suo tempo seduto su
di una sedia sull’uscio di casa a guardare i vicini e la gente che passava.
La madre, era più giovane di qualche anno e qualche volta,
indossava le sette gonne della tradizione e vendeva il pesce al mercato nel
banco della vicina di casa, che, in quelle occasioni, le dava poi qualcosa per
ringraziarla..
Senza una modesta pensione dello Stato e l’aiuto di Maria e
Tony non sarebbero potuti andare avanti, nonostante la modestia del loro tenore
di vita.
Maria accompagnò Cesare nella stanza e finalmente, dopo
tanto tempo, la lunga attesa, imposta dalla lontananza, fu ripagata dai baci
più caldi ed intimi che si potessero desiderare e la passione, morbida e calda,
si fece strada lentamente nei loro corpi.
Più tardi Cesare si ritrovò ad osservare Maria ancora
addormentata tra le sue braccia e senza prevederlo vide la sua mano accarezzare
i suoi capelli. Che gli stava succedendo?
Poteva, alla sua età, con gli impegni di lavoro e familiari
che aveva, lasciarsi coinvolgere tanto in quella storia? No, non poteva, ma per
il momento era là con Maria e “nun glie’mportava de ‘gniente”.
Nel pomeriggio uscirono a piedi sul lungomare e presero
l’ascensore per salire al Sitio posto su di un impressionante strapiombo di
roccia . Dall’alto del Miradouro la vista era stupenda. Il tramonto stava
tingendo di colori di fiamma il cielo con toni che andavano dal rosso fuoco via
via verso le sfumature più incredibili per tuffarsi nel blu del cielo mentre
riflessi di luce calda lambivano come onde l’azzurro scuro del mare. Dopo,
visitarono l’ Ermida da Memoria, una piccola cappella in cui si ricorda il miracolo che avrebbe fatto la
Madonna impedendo che il cavallo di un nobile, D. Fuas Roupinho, si lanciasse
nel precipizio.Accanto , nel belvedere, viene mostrato ancora il segno lasciato
sulla roccia dal ferro di cavallo in quella mattinata nebbiosa del 1182.
Impressionante!

Continuarono
lentamente la passeggiata godendosi quella dimensione al di fuori del tempo e
dello spazio, che li faceva sentire totalmente liberi e padroni della propria
vita e si diressero verso il Santuario de Nossa Senhora da Nazaré. All’interno
di questa è custodita la statua della Madonna col Bambino, che , secondo la
leggenda , è la più antica del Portogallo. Sembra che la statua fosse stata
offerta da S.
Girolamo a S. Agostino il quale, a sua volta, l'avrebbe donata al monastero
spagnolo di Cauliniana. Di là sarebbe stata portata a Nazaré, molto tempo prima
che esistesse la nazione portoghese. Poi, all'epoca delle invasioni musulmane,
i cristiani, per preservarla dalle profanazioni, l'avrebbero nascosta in una
grotta del villaggio di Pederneira, dove sarebbe rimasta per quattro secoli,
finché non fu ritrovata dall'alcade di Porto de Mós, il cavaliere templare d.
Fuas Roupinho. Questo alcade è lo stesso del miracolo ricordato dall’Armida da
Memoria e per testimoniare la sua gratitudine a Maria, fece costruire la
cappella e vi fece
collocare la statua ritrovata nella grotta.Poi successivamente la statua fu
portata nell’attuale santuario edificato da re Ferdinando I nel 1377. La statua
della Madonna di Nazareth , da cui ha preso il nome la cittadina , rappresenta
una vergine nera scolpita in legno ed è posta nella navata centrale protetta
dal vetro.
Cesare
rimase meravigliato nell’osservare la bellezza delle classiche piastrelle
portoghesi bianche e blu che decoravano l’interno del Santuario. Non che a Roma
non avesse visto le più belle chiese del mondo; ma, quelle decorazioni erano particolari
e sapeva già che quella giornata , con tutti i suoi aspetti e le sue immagini
,sarebbe rimasta impressa nella sua memoria.
La sera
, ripreso l’ascensore e ritornati sulla
spiaggia, incontrarono Tony e si diressero al ristorante da Miguel per cenare
insieme.
Erano
contenti di vedersi e di stare insieme in libertà senza pensare , per un attimo
, ai loro problemi. Miguel era famoso per la sua barca d’aragosta e frutti di
mare che decisero di annaffiare con un buon bianco della regione del Douro.
Cesare
non credette ai suoi occhi quando portarono le due barche d’aragosta che
avevano ordinato . Ora capiva perché il tavolo dove li avevano fatti accomodare
era da sei persone . Le barche erano enormi e brulicanti d’aragosta, granchi
enormi , frutti di mare vari che andavano dalle cozze , alle vongole giganti,
ai cannolicchi, ecc. e poi gamberoni , scampi ecc. Un ben di Dio!
Cesare
si ritrovò a succhiare con voluttà la testa di uno scampo mentre lo attendevano
due cozze, belle piene. Sorseggio un buon dito di vino bianco gelato ed attaccò
con un altro pezzo d’aragosta.
-Dovrebbe
esser sempre così- sussurrò Maria
-E chi
ce lo impedisce? - rispose Cesare di rimando
-facciamo
un nome a caso? –disse Tony- un certo Yuri.
Di
colpo il clima fra di loro si fece teso e cominciarono a parlare fitto fitto di
quella situazione . Non poteva durare ! O decidevano di salutarsi lì o dovevano
far qualcosa per liberarsi di Yuri.
E…si!-
disse Tony.- e come mangiamo? Quello ci fa vivere a me , Maria ed anche ai
nostri genitori. Avete capito? Se non pensiamo a trovare un modo di guadagnare
bene e subito , ci facciamo solo delle
illusioni. Dobbiamo essere indipendenti per poterci allontanare e magari far
perdere le nostre tracce, se no, è meglio lasciar perdere.
-Si è
meglio così. Lasciamo perdere – aggiunse Maria.
Ed io
che ci sto a fare ? rispose Cesare- Non conto niente? Non posso darvi una mano?
E come
? – disse Maria?
-un
modo ci sarebbe – fece Tony
-Di che
parli?- Rispose Cesare- Parla liberamente. Dimmi che pensi.
-Tu sai
che gestisco un supermercato per conto di Yuri e ti posso dire che conosco
abbastanza bene i gusti della gente. E poi si si parla anche con altri del
settore ….
E
allora? – lo incalzò Cesare-
E
allora…… i prodotti italiani vanno forte!- aggiunse Tony- La pasta ,il vino
soprattutto , alcuni formaggi.. sono molto apprezzati . C’è tanta gente che ha
vissuto in Italia ed ha imparato a mangiare all’italiana. Anche le persone di un certo livello, se gli parli della
cucina italiana e dei vini italiani , ne sono innamorati. Tu dall’Italia
potresti mandare la merce e noi
potremmo venderla in Romania, anche
allo stesso Yuri ed alla sua organizzazione
senza che lui sappia chi ci sta
dietro.
-Si è
vero – disse Cesare- la mia banca mi ha proposto spesso di mettermi a
disposizione una fiduciaria per eventuali operazioni in cui non voglio figurare
a mio nome. Potremmo fare una società insieme,
ma intestare le quote alla fiduciaria .Tra l’altro, la banca ha una sede
anche a Bucarest e sarebbe facile raccogliere tutte le vostre firme necessarie
alla costituzione delle quote e mettervi a disposizione un conto della nuova
società.
Potrei
anticipare io i soldi per le prime spedizioni . Dopo, diventa un giro che si
alimenta da solo e ,una volta avviata l’attività, con gli utili conseguiti
sarete liberi di decidere quello che volete fare.
-Lo
faresti?- Chiese Maria
-Certo
che lo farò. Se tu sei d’accordo è cosa fatta!. Appena torno a Roma vado in banca e sistemo tutto. Appena pronti,
facciamo la prima spedizione che neanche
è passato un mese .
-Magari!|-
fecero in coro Maria e Tony
- Dai
brindiamo – aggiunse Cesare – al nostro futuro insieme – e riempì i bicchieri
mentre si scaldava gli occhi col sorriso di Maria!.
Erano stati bravi! Avevano organizzato tutto alla perfezione e,
con l’aiuto della fiduciaria della Banca, Yuri comprava merce dall’Italia senza
sapere che, dietro la “Italy export “ ,c’erano Cesare, Maria e Tony.
Gli affari andavano bene. Per iniziare, Cesare aveva messo a garanzia della Banca un
libretto al portatore di 50.000 euro ed aveva ottenuto un affidamento di pari
importo . Dopo qualche mese di
spedizioni e di vendite, le cose andavano bene e si cominciava a vedere un buon
guadagno, che cominciava a riempire il conto segreto di Tony e Maria.
Tutto andava per il meglio e presto si sarebbe arrivati al momento
della liberazione.
Ne valeva la pena di aspettare ! Maria era stata irremovibile! Non
dovevano fare insospettire Yuri e quindi bisognava fare il sacrificio di non
vedersi fino alla conclusione del loro tentativo
. Poi si sarebbero ritrovati liberi a Nazaré.
Tutto bene quindi , ma stamattina Cesare era nervoso! Maria e Tony
gli avevano parlato di una
possibilità che avrebbe permesso di
accelerare i tempi. Yuri era entusiasta dei prodotti italiani e, con le sue
conoscenze in Russia, era pronto ad espandersi anche in quel mercato. Voleva
fare un’ordinazione grossa ; ma, con una dilazione di almeno 90 gg. Si trattava
di 150.000 euro di controvalore merce.
Maria e Tony erano su di giri e pronti a mettere in gioco tutti i
guadagni di quei mesi per investirli nell’operazione. Con tutto questo e con
l’aiuto ulteriore di Cesare non si superavano i 100.000 euro di aumento della
garanzia. La Banca doveva fidarsi e dare un temporaneo in bianco di almeno
altri 50.000 euro.
Quella mattina, Cesare era
pertanto dovuto andare in Banca per
chiedere l’accordo all’operazione. Aveva dovuto faticare non poco a convincere
il Direttore ed, alla fine, aveva
dovuto mettere la sua fideiussione personale a garanzia con l’impegno che,
finita l’operazione, gli sarebbe stata restituita.
Mia moglie ed io siamo in comunione dei beni e la casa è anche sua- aveva detto Cesare-
Non l’ho mai coinvolta
nella mia attività e non voglio farlo adesso. Promettimi che tra qualche
mese , alla scadenza dell’operazione, mi restituisci la fideiussione.
Promesso- rispose il Direttore-
Te credo- rispose Cesare – e si strinsero la mano, guardandosi
dritto negli occhi per suggellare quel patto.
Tutto era stato fatto come si deve. Maria era strafelice e la merce era già arrivata a Bucarest nel
giro di una settimana. Da li, era partita per la Russia, gestita da una delle tante società di Yuri.
Ora erano passati già due mesi
e Cesare non capiva lo stato
d’animo di Maria .
Non c’era mai e rispondeva con molto ritardo ai suoi messaggi. Quando
rispondeva era come se fosse
lontana e formale . Diceva che Tony non
stava bene di salute e che era molto impegnata con il lavoro e con il fratello.
Dopo qualche tempo non rispose più ai suoi messaggi. Provò a cercare Tony.
Inutilmente. Si negava.
Erano passati, inoltre, quattro mesi dalla spedizione della merce e vi era un opprimente silenzio. Il
Direttore della Banca voleva notizie
sui pagamenti e Cesare non sapeva che
rispondere.
Il temporaneo è scaduto da trenta giorni , posso rinnovarlo per
altri quindici - gli aveva detto il Direttore della Banca quella mattina- ma
poi, ti devo chiedere ufficialmente il rientro dell’esposizione.
Te giuro che nun so gniente! –rispose Cesare-Non ho nessuna
notizia ed ho deciso di andare a vedere che succede. Parto domani per Bucarest e
ti faccio sapere.
Ti ripeto-disse il Direttore- se tra quindici giorni non arrivano
i soldi, devo mettere la pratica al rientro. Questo significa che i libretti a garanzia vengono estinti per
decurtare il saldo debitore del conto e per il resto dovrai rispondere tu in virtù della fideiussione. Speriamo di
poter evitare di coinvolgere la tua azienda in questo pasticcio!
Cesare era preoccupato! Anni di lavoro , la sua azienda . il rapporto con il socio , la sua stessa
famiglia erano minacciate da questa situazione
debitoria che rischiava di allargarsi oltre il dovuto .
Che c….. era successo? Ma porco
D……, che mi stanno a piglià per
c…..!
E Maria ? Dove stanno Maria e Tony? Perchè non rispondono? Se Yury
li ha toccati, guai a lui , pensò Cesare,
accarezzando la sua pistola.
Appena arrivato a Bucarest, prima ancora di cercare l’albergo, si fece portare al supermercato
dove lavorava Tony.
Dov’è Maria? Che fate voi due ? Che sta succedendo?-disse
Cesare appena incontrato Tony.
Cesare che ci fai qui? Non ti preoccupare . Va tutto bene !Vieni
ti porto da Maria.
Così facendo, Tony si fece seguire, portandolo con la sua macchina
nell’appartamento dove stava Maria.
Cesare, con Maria ci sta anche Yuri ed è meglio che non ti veda –
disse Tony- facciamo una cosa, ti porto in un albergo di un mio amico, qui vicino, ed avverto Maria di passarti a
trovare al più presto . Tu l’aspetti in camera e lei ti spiegherà tutto. Va
bene?
-No non va bene gniente! –
rispose Cesare- Io salgo e mettiamo tutto in chiaro, anche con Yuri
-Lascia stare Cesare! Quello è armato e pericoloso e sta con due
guardie del corpo armate fino ai denti . Abbi pazienza ! Che vuoi fare ? Ti spiegherà tutto Maria!
-Va bbene- acconsentì Cesare- ma nun me state a coglionà! Se ,
entro oggi, non parlo con Maria , faccio l’inferno!
Dai Cesare , va bene, andiamo –rispose Tony. Sistemò Cesare
nell’albergo e lo lasciò solo ad aspettare.
Che situazione! Cesare non sapeva che pensare! Ma guardatelo !
Seduto sul letto di una stanza a Bucarest ad aspettare… per ore!
Finalmente qualcuno bussò alla porta. Era Maria!
Più bella che mai, ma con uno sguardo gelido e distante!
Che ci fai qui? Gli disse-
Che ci faccio qui? –rispose Cesare – Tu non ti fai trovare –soldi
nun ne arrivano-la Banca mi chiede il rientro –vengo a Bucarest, Tony non sa
che dirmi e tu mi parli così? Che
significa tutto questo ? che sta succedendo?
Le parole che seguirono furono come aghi gelidi piantati ad uno ad
uno, lentamente, nella mente e nel cuore di Cesare.
Fin dall’inizio , fin da quando si erano conosciuti in Kenya
avevano riso di lui con Yuri e Tony e
preordinato ogni cosa. Non c’era nessuna costrizione da parte di Yury. Lei lo
amava e Yuri era il suo uomo: Un uomo pericoloso è vero. Il capo di
un’organizzazione criminale, è vero, che la stava aspettando nella hall
dell’albergo con i suoi uomini. Fin dall’inizio erano d’accordo e la merce era
già stata venduta tutta in Russia e in Romania.
-Ma tu non vedrai un soldo
Cesare – Gli disse Maria.
-Ma pensavi davvero che mi potessi mettere con un vecchio come te?
-Che potessi lasciare Yuri per te? Che tu mi piacessi?
Si , Cesare lo aveva creduto e le parole di Maria risuonavano come boati nella sua testa e nel suo cuore.
Non ci vedeva più dalla rabbia e dalla disperazione . Prese la
pistola e la puntò verso di Lei.
-E che vuoi fare con
quell’arnese? Vuoi sparare? Sei già morto anche tu! Yuri non farà passare un
minuto prima di ucciderti e pestarti
sotto i suoi piedi.
Che vuoi fare ? Spara……..e spara…….. -gli gridò in faccia Maria,
sfidandolo con violenza.
L’esplosione rimbombo nella sua mente!
Il corpo di Cesare fu sconvolto da quella scossa mentre un dolore lancinante e sordo invadeva il suo
petto e il suo cuore dolorante,
spaccandolo in due.
Si dice che, nel momento del passaggio, scorra davanti agli occhi
la vita intera e Cesare si scoprì
bambino correre con i suoi amici per le strade di Centocelle , sentì lo sguardo
protettivo del padre su di lui e la carezza della madre sul suo volto. Poi si
rivide, giovanotto, faticare con
allegria nei suoi primi lavori ed entrare nella macchina veloce portando la
moglie ed i figli in una gita fuori porta. Sentì sulla bocca le labbra di sua
moglie ed entrò sorridente in azienda. Raccontava del Kenya ai suoi amici e la
bellezza dei leoni e degli elefanti le
cui sagome si stagliavano scure sullo sfondo del tramonto africano.
Cesare, ora, stava steso
per terra, abbattuto da un infarto mortale; ma, sulla sua bocca, c’era disegnato
un sorriso, rivolto all’ultima immagine
nella sua mente:Maria!
-