venerdì 22 maggio 2020

MARE DI GRANO



Mare di Grano (2018) è un film  di Fabrizio Guarducci. Il suo primo lungometraggio , che si avvale di un cast di attori come  Ornella Muti, Sebastiano Somma, Paolo Hendel, Simona Borioni, Donatella Pompadour. 

Il film  osserva con un sguardo semplice e pieno della  curiosità  dei bambini protagonisti la natura e la vita che ci circonda , spesso mischiando la realtà con la favola e soprattutto con la fantasia.

Adam, un bambino di otto anni, si muove  da solo nella campagna toscana alla ricerca dei suoi genitori quando,in una piccola città vicino a Siena , incontrerà  Arianna e Martino , altri due bimbi come lui che,per aiutarlo, lasceranno la propria casa e intraprenderanno  un viaggio verso il mare.

E' il mare, infatti, il luogo accoppiato, nel ricordo di Adam, ai suoi genitori. 
Probabilmente sono arrivati insieme dal mare in una storia d'immigrazione clandestina . Questo tuttavia non è mai specificato. 

I tre bambini lasceranno alle spalle il mondo adulto per muoversi insieme verso l'avventura all'interno della bellezza della Val d'Orcia.
Insieme scopriranno il valore dell'amicizia, della fantasia  e della bellezza della natura e della vita. Riusciranno in qualche modo a cavarsela ed incontreranno durante il loro cammino anche un adulto sognatore  che li aiuterà nel loro percorso.



martedì 19 maggio 2020

MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI




Questo film  lascia una sensazione diffusa di serenità e di gratitudine per i contenuti di cui ha parlato e soprattutto per il modo  in cui  li ha espressi: la complessità che avvolge la vita di una bella e numerosa famigliola che accoglie al suo interno un nuovo essere speciale, un bambino affetto dalla sindrome di down.
La preoccupazione dei genitori  per le difficoltà fisiche , mentali e d'inserimento sociale del bambino  verranno affrontate con una carica di positività  che permetterà una lenta e favorevole crescita familiare e di questa giovane vita. Sarebbe tuttavia  falso non considerare tutti i dubbi , le possibili  difficoltà ed il rifiuto che ognuno di noi può accogliere nel suo cuore  a volte  per debolezza , per paura o per possibile vergogna .
 La storia utilizza il fratello Giacomo per raccontarci il susseguirsi di tutte queste emozioni. A partire dal momento in cui da piccolo bambino viene a conoscenza con entusiasmo che sta per nascergli un fratellino, a quando, successivamente, verrà informato che Jo è un essere speciale ,  diverso, ma per certi versi quasi un super eroe.
Man mano, crescendo, Giacomo vedrà i lati positivi e negativi di tutto questo; ma, soprattutto, vivrà con difficoltà quella che è la relazione con il mondo esterno. In qualche modo, penserà che il solo fatto di avere un fratello down possa compromettere  la sua reputazione ed il suo valore all'interno del proprio  gruppo di riferimento, in quella fase delicata che è l'adolescenza.
Il film ci parla di questi sentimenti. Del rifiuto insieme all'amore, della paura e del coraggio, della solitudine e della condivisione.
Quello che alla fine rimane nei nostri cuori è una lezione di vita che non dimenticheremo con facilità e che chiunque abbia avuto un incontro importante con  la malattia o con la diversità fisica o mentale conosce bene.
Ricordo che, leggendo un libro bellissimo come  " La città della gioia" , appresi questo concetto che era espresso in riferimento ad una situazione apparentemente  diversa, ma in realtà molto simile . Raccontando della propria esperienza di contatto con i marginali delle periferie delle città indiane, il protagonista raccontava di come più che dare avesse ricevuto tanto dall'incontro con quelle persone. Di come tutto questo fosse stato fondamentale per la sua vita .
 In altre situazioni  , persone seriamente ammalate  ed incurabili , diventano spesso il punto di riferimento centrale del proprio nucleo familiare e sono spesso proprio loro che con l' attenzione e l'affetto regalano a  chi gli sta vicino molto di più di quanto ricevono .
 Anche Jo , questo piccolo e giovane essere speciale , sarà lui a dare a Giacomo l'affetto necessario per riprendere coraggio , perdonarsi  e ritrovare se stesso, i propri amici , l'amore. Sarà lui , questo piccolo essere speciale, a rappresentare  la marcia in più di questa piccola famiglia e dei loro amici.
Non poteva esserci un esordio migliore, con il suo primo lungometraggio, per il giovane regista Stefano Cipani che,  portando sulla scena cinematografica l'omonimo romanzo ( autobiografico) di  Giacomo Mazzariol , realizza un'opera gradevole , profonda  e con un bel ritmo che l'ha portata a vincere , nell'edizione 2020 del David di Donatello, il David Giovani,premio istituito l'8 gennaio 1997 e  destinato al miglior film votato, con apposito regolamento, da una giuria di giovani delle scuole superiori e delle università.
 Bravi come sempre Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese  nel ruolo dei   genitori Davide e Katia e ottima e coinvolgente la recitazione dei giovani  Francesco Gheghi( Giacomo)Lorenzo Sisto(Giovanni)Arianna Becheroni( Arianna)Roberto Nocchi( Vittorio). Da segnalare la prsenza anche  di Rossy De Palma nel ruolo di zia Dolores.


Desidero aggiungere ancora  un apprezzamento per la  fotografia, dai toni caldi e che danno il giusto risalto alle scene ed all’ambientazione, insieme alla scelta di tante belle canzoni  nella colonna sonora  ed in cui “ La cura “ di Battiato ha un giusto risalto. 



domenica 17 maggio 2020

IL RE DELLA POLKA




"Il re della polka" è un film( 2017) prodotto e distribuito da Netflix e diretto da Maya Forbes e Wallace Wolodarsky.
Rifacendosi ad una storia realmente accaduta ci parla della vita del giovane Jan Lewan , originario della Polonia , che giunto negli Usa desidera perseguire il sogno americano della realizzazione dei propri sogni.
Jack Black che interpreta con arguzia e simpatia il ruolo del protagonista dirà infatti più volte che se ci credi veramente niente potrà impedirti di realizzare ciò che sogni. Per fare questo Jan Lewan diventerà un vero re della Polka in Pennsylvania e non esiterà ad essere anche un abile truffatore finanziario. Il film ci mostrerà, tuttavia, come il tracollo possa essere improvviso e che a quel punto il futuro è riposto veramente solo nella tua vera autenticità .
Un film a volte un pò piatto, che si basa molto sull'ironia e la capacità di coinvolgimento di Jack Black. In qualche modo riesce, comunque, a farsi seguire, considerando anche il fatto che ci parla di una storia realmente accaduta.

domenica 10 maggio 2020

TERRA E LIBERTA'



Terra e libertà (Land and Freedom) è un film del 1995  diretto da Ken Loach che, ancora una volta, nei suoi film ci descrive con spietata e tagliente lucidità  periodi e problemi della nostra storia contemporanea.
 Partendo dalla scoperta , da parte di una ragazza ,di una raccolta di documenti e ricordi dell'esperienza  nella guerra civile spagnola conservati nel cassetto  del nonno appena morto, la narrazione  ci parla dei  contrasti presenti in quella lotta al'interno delle forze rivoluzionarie. Il tutto, descrivendo la vita quotidiana di una formazione di combattenti  all'interno della quale sono presenti militanti anarchici, altri  del POUM e molti stranieri giunti in Spagna, proprio come il nonno, per combattere contro l'affermazione del Franchismo.
Leggendo quegli appunti, la nipote verrà, inoltre, a conoscenza  di un'importante storia d'amore vissuta dal nonno con una militante spagnola, facente parte della stessa milizia e rimasta uccisa in quei giorni proprio da parte di forze  cosiddette" amiche".
 Ken Loach non fa nessuno sconto nella descrizione dei problemi presenti e ci mostra, dolorosamente, come il comportamento delle truppe regolari del fronte rivoluzionario d'ispirazione comunista abbiano, di fatto in alcuni momenti, perseguitato  le altre forze rivoluzionarie  e contribuito, in qualche modo, alla sconfitta della lotta popolare.
Spesso, in diversi momenti della storia ,  il comportamento settario e violento di alcune parti delle forze rivoluzionarie ha compromesso l'affermazione delle rivendicazioni popolari; non solo indebolendo il fronte di lotta, ma anche compromettendo l'immagine e la credibilità ,di fronte alla maggioranza delle persone,  delle forza ideale e prospettica della proposta rivoluzionaria.
Ken Loach, con questo film, ce lo ricorda.
E' importante notare inoltre  come Ken Loach, all'interno del film,  valorizzi in maniera significativa l'impegno militante e combattente delle donne , spesso attrici  preziose ed intransigenti di un processo di  maggiore chiarificazione e coerenza  delle  posizioni personali e politiche

venerdì 24 aprile 2020

7 ore per farti innamorare



Riuscire a rappresentare una commedia allo stesso tempo  garbata , divertente e romantica è un'operazione pregevole . Se poi tutto questo accade in occasione della prima regia  e curandone allo steso tempo anche il soggetto, la sceneggiatura e la recitazione come protagonista  non possiamo che applaudire a scena aperta ed essere contenti della presenza di un artista completo all'interno del panorama del moderno cinema italiano.
 Parliamo di Giampaolo Morelli  e della sua opera prima " 7 ore per farti innamorare"  che, personalmente, mi ha richiamato alla memoria  l'eleganza e la piacevolezza di alcune commedie americane degli anni cinquanta/ sessanta .
 Il film è tratto dall'omomino romanzo di Giampaolo Morelli  che ripropone sulla scena cinematografica  la coppia con la bella e brava  Serena Rossi che avevamo già apprezzato nel film " Ammore e malavita " dei  Manetti Bros.  Ottimo il ritmo , la trama e la recitazione  con un cast che ,oltre a Morelli e a Serena Rossi ,vede anche la presenza della brava  Diana Del Bufalo, di  Fabio Balsamo, Massimiliano Gallo e la partecipazione di Vincenzo Salemme. Il tutto, ancora una volta con lo sfondo piacevole della moderna Napoli  .
Giulio ( Morelli) incontrerà Valeria ( Rossi) e accetterà i suoi consigli per riconquistare l'amore di Giorgia ( Del Bufalo) che l'ha lasciato. 
Valeria ,maestra dell'arte dell'innamoramento e della seduzione, è convinta che l'istinto biologico sia quello che   guida i rapporti  amorosi fra uomo e donna . Giulio finisce per ascoltarla e a provare a seguirne i consigli; ma , sarà tutto spiegabile secondo questi criteri? O anche  la comprensione   dell'animo dell'altro sarà la vera  e vincente arma della seduzione e dell'amore? 
Sarà piacevole ed interessante cercare di capirlo seguendo  la storia , le battute ed i sentimenti rappresentati nel film.
A causa della pandemia in corso, il film non è  vedibile nella sala cinematografica, dove la sua magia sarebbe stata ancora più avvincente; tuttavia,  grazie ai  suoi produttori Fulvio e Federica Lucisano e alla casa di distribuzione  Vision, che  hanno aderito alla campagna #iorestoacasa , il film  è disponibile  dal 20 aprile su  Sky Primafila Premiere. 





martedì 21 aprile 2020

INSIEME ALLE STELLE




Vorrei tornare ad amare
con la passione della gioventù
e scivolare fra le stelle in una notte incantata
mentre il suono di una canzone lontana
 addolcisce la luce dei miei occhi
Vorrei carezzare il tuo volto che tante volte ho guardato
mentre la tua vita mi scorre accanto, dolce e silenziosa
Vorrei prenderti per mano e tuffarmi nel vuoto del futuro
se  c'è ancora  tempo
tracciando una lunga scia luminosa al nostro passaggio
e trascinando  tutti..  insieme a noi.. in un girotondo infinito
insieme...............insieme.......................insieme!


giovedì 26 marzo 2020

L'ULTIMO SPETTACOLO



Vedere insieme l’ultimo film prima che la sala  cinematografica  di Anarene ( cittadina immaginaria del Texas) chiuda per sempre e Duane parta  per la Corea  è il momento che sancisce per lo stesso Duane e per Sonny  la fine del periodo dell’adolescenza/giovinezza e l’ingresso nell’età adulta.
 Quell’età adulta che avevano osservato e giudicato da ragazzi, che stava accanto a loro  senza affascinarli, ma di cui  vedevano, anzi, tutti i limiti, le difficoltà e  le cocenti delusioni in ognuno dei suoi protagonisti. L’insoddisfazione della monotona vita quotidiana presente nell’età adulta, che aveva ormai rinunciato alle follie della gioventù che, tra l’altro, non tutti erano riusciti a vivere.
Seguendo le ultime immagini  del western “ Il fiume rosso”, Duane ( Jeff Bridges) e Sonny (Timothy Bottoms) saluteranno anche la loro amicizia, appena ritrovata giusto per compiere insieme quel rito di saluto reciproco, prima della partenza  per la guerra in Corea di Duane per il servizio militare. Un’amicizia che avevano quasi interrotto  litigando per amore della bella Jacy (Cybil Shepherd) che, alla fine, li aveva lasciati entrambi.
La vita dei giovani della cittadina di Anarene, descritta nel film in rigoroso bianco e nero (come era stato consigliato al regista Bogdanovich dal grande Orson Welles), ruotava attorno a poche e semplici punti di riunione, allo sport, alla scuola, alle vicende legate alla ricerca di una relazione amorosa .
Le loro gesta sono forse l’unico “ sale e pepe” osservabile da parte di una realtà adulta che ha vissuto  le stesse illusioni , passioni e sogni di quei giovani e che oggi vive ,nel migliore dei casi, nel ricordo di quei  momenti più belli.
La separazione fra mondo adulto e giovani viene infranta solo da alcuni personaggi che riescono ad avere empatia per quei giovani e ,in qualche modo, sono apprezzati dagli stessi. Fra tutti la figura  di maggior peso e riferimento è quella di Sam “ il leone” ( interpretato da Ben Johnson) titolare di un locale  di ritrovo e sala biliardo frequentato dai ragazzi della cittadina ,che mantiene un atteggiamento quasi paterno nei loro confronti e che nei momenti di maggiore confidenza confessa di aver vissuto anche lui, da giovane, momenti di straordinaria follia, ma di grande felicità.
Un aspetto interessante della narrazione è poi quello assegnato alle figure femminili all’interno della società provinciale americana. Sono descritte come afflitte da una perenne ambiguità fra il desiderio  di una realizzazione amorosa e quello di una sistemazione sociale.Questo aspetto è presente  sia fra le ragazze giovani ,sia fra le adulte. Sono loro che, più di tutte, mostrano il rimpianto per una passione amorosa rimasta spesso insoddisfatta  all’interno della scelta matrimoniale.
L’ultimo spettacolo (The Last Picture Show) (1971) diretto da Peter Bogdanovich, pur avendo ricevuto la nomination come miglior film  sia per l’Oscar, sia per il Golden Globe, sia per il premio  Bafta, non ha conseguito nessuno di questi premi. In compenso , nel 2007 è stato inserito dall’ American Film Institute  al novantacinquesimo  posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi. Per la sua recitazione  nel ruolo di Sam “ il leone”,  Ben Johnson ha, invece, ottenuto l’Oscar, il Golden Globe e il premio Bafta come miglior attore non protagonista. L’Oscar  e il premio Bafta sono stati conseguiti anche  da Cloris Leachman come migliore attrice non protagonista.