lunedì 1 agosto 2016

Veloce come il vento (2016)


Ma come guidi….Come al Luna park?
Prendi le curve tonde ?!?
Le devi tagliare ….Le devi tagliare – grida Loris alla sorella Giulia, diciassettenne pilota di talento ma, ancora grezza, che deve crescere per poter vincere il campionato italiano GT.
Quel campionato bisogna vincerlo, altrimenti, Minotti, il produttore, che ne ha finanziato la partecipazione, si prenderà la casa.
A quel punto, Giulia e il fratellino Nico, rimasti orfani e ancora minorenni dopo la morte del padre, colpito da un infarto ai box durante la gara della figlia, verrebbero divisi e affidati ad altri, perché lui, Loris, è un tossico.
Non è affidabile, non guadagna niente e, senza casa, sono  persi.
Eppure, dovevi vedere come lo guardavano tutti, mentre accompagnava Giulia ai box, prima della gara.
- Guarda chi c’è: “Il ballerino”!
 Si, era stato “Il ballerino”, veloce come il vento. Era stato proprio lui, Loris Di Martino, uno dei piloti italiani più forti della categoria GT; ma, erano passati dieci anni e, dopo la divisione fra i genitori e i litigi con il padre, aveva mandato tutti al diavolo.
Si, era un tossico!  E allora?
Alla morte del padre era tornato per rivedere la sua casa e i suoi fratelli: Giulia e Nico. Nico gli si era affezionato. Capiva che Loris era forte ….. era figo!
Giulia, era Lei quella veramente in gamba !
Ooh! Non era mica facile la ragazza …eeh! Quando s’inc…va, non ce n’era per nessuno!
Ma poi, avevano trovato un accordo. La sua presenza aveva permesso ai fratelli minorenni di restare nella casa, insieme a lui; poi, aveva aiutato Giulia a migliorarsi come pilota e si vedeva che lei era contenta e imparava bene.
Ora, aveva fatto quella caz…..ta e aveva rovinato tutto!
Prima, il litigio con quello stron…. E poi l’incidente di Giulia che si era risvegliata, che la gara era già finita ed il campionato GT perso, proprio mentre era li, lì per vincerlo.
Avevano perso la casa con quello che comportava. Nico portato via e affidato a degli estranei. Nico che ormai voleva stare con lui, col Loris, Giulia che non gli parlava e lui nella   mer……
Minotti ….la faccio io la gara … “ L’Italian race” ,… quella che avevi proposta a Giulia per saldare il debito con te e riavere la casa.
Quella è una corsa per disperati , Loris ! Pensaci bene- gli aveva risposto Minotti –
 E il Loris gli aveva detto che la gara andava bene per lui . Perché... di disperati veri... ne sono rimasti pochi. E lui era uno di quelli .
Stefano Accorsi , Matilda De Angelis ed anche il piccolo Giulio Pugnaghi (Nico) ci raccontano con grande partecipazione e bravura questa storia diretta da Matteo Rovere, liberamente ispirata alla vita del pilota di rally Carlo Capone. 
Stefano Accorsi ,premiato col Nastro d’argento come miglior attore protagonista , non è una sorpresa e si conferma uno degli attori italiani più bravi;ma, personalmente ,mi è molto piaciuta Matilda De Angelis che avevo già apprezzato nello sceneggiato televisivo “ Tutto può succedere” .La stessa è stata premiata col premio Biraghi ed inoltre come migliore attrice rivelazione al Premio Flaiano ed al Festival di Taormina
La conclusione del film vede i tre fratelli che finalmente si abbracciano, formando quella famiglia che non erano mai stati : Ognuno mantenendo la propria vita , diversa da quella degli altri, ma uniti nell’affetto e nella solidarietà. Senza pretendere che nessuno sia diverso da quello che è.Un finale che non risulta banale, né consolatorio, ma che ci aiuta ad avere un punto di vista positivo rispetto ai disagi vissuti soprattutto dai figli delle coppie separate
Un' ultima parola d’apprezzamento per l’equilibrio della costruzione del film, che ci avvince e ci carica d’adrenalina , coinvolgendoci nella guida dei bolidi sui circuiti del campionato GT, mentre si svolge questa storia.



giovedì 28 luglio 2016

DI me ...di te





Vorrei raccontarti di me

 A te che mi ascolti per la prima volta

 O che mi hai pensato sempre  come il tuo punto di riferimento.

 Vorrei parlarti dei miei sogni

 Che sono uguali ai tuoi.

 Erano giovani fiori solo ieri e adesso

 sono i tuoi che sbocciano in primavera

  belli come i miei

Impossibili all'orizzonte

 eppure tanto caldi , luminosi e belli da riscaldarti il cuore.

 Ho passato la vita a capire cosa sognavo

 E ti chiederai ancora tu le stesse cose.

 Saranno mille i frammenti di luce

E tanti i baci che darai  con tutto il tuo corpo e la tua anima.

Ti innamorerai di tante di quelle cose e persone

 che non pensavi il tuo cuore potesse contenerle.

 Ti chiederai sempre cosa fare

 Cosa dire.

 Potrai offrire solo te stesso/a

 Splendido miracolo

 Per chi vorrà mangiarne la polpa e berne il succo.

sabato 23 luglio 2016

MARE















Due strisce folte di nero e di bianco sormontano gli occhi,
fessure  sottili di luce nella roccia del volto.
Protetto  dal vocio tutt’intorno,
il vecchio siede assorto nella notte
Sulla sedia accanto all’uscio di casa.
Di fronte….. pezzi  di  nero inchiostro stellato
si confondono con la sagoma della ringhiera
e di  Salamina   che chiude l’orizzonte.
Ferro e fuoco d’Occidente e d’Oriente!
Quanti morti su quell’acqua 
che, adesso,  riflessi di  luna grande, rossastra,
incombente,  striano di colore.
Mare, succo  nero di seppia,
Mare, vita perenne di giovinezza ,di maturità,di vecchiaia.
Mare che hai portato i sogni di un ragazzo oltre l’orizzonte,
Restituiscine uno a chi ti guarda  sul finire del tempo.
.





venerdì 1 luglio 2016

PASTORE


China su foglio 25 x 30

Dedicato ad una figura di lavoratore comune nelle nostre campagne.

giovedì 30 giugno 2016

IL BURRONE




Quante volte ho camminato per quella strada
Quante volte ho guardato nel burrone
E le parole non servono a dire
Quello che c’è dentro.
Potrei dire  a voi che la cercate
Che lì è la vita
Ma non vi avrei detto niente.
Vi potrei dire che non c’è niente di quello che cercate
Ma non mi credereste.
Vi potrei dire che si, una cosa c’è,
E quello che c’è siete voi
Ma allora non vorreste guardarci
Ma è così,
Le parole non servono a dire
Cosa c’è lì nel buio
Se vi dicessi che non si vede il fondo
Non mi credereste.

lunedì 20 giugno 2016

VORREI





Vorrei saper donare un fiore ad un bimbo di Kandahar
Per spiegargli che può ricevere qualcosa di diverso da una bomba
Vorrei saper chiudere con un bacio la bocca della madonna algerina
Aperta in un muto urlo di dolore
Vorrei saper  cantare e suonare per dare gioia a chi mi ascolta
Vorrei saper giocare innocente come un bimbo
Vorrei saper raccontare le esperienze che giudico importanti
Vorrei saper  ascoltare le ragioni di chi mi parla
Vorrei saper combattere per  ciò che credo giusto
Vorrei saper colpire con forza il  ghigno del prepotente
Vorrei saper ridere  e scherzare leggero come l’aria
Vorrei saper asciugare le lacrime del dolore
Vorrei saper amare ed essere amato senza timore
Vorrei saper cogliere tutte le  possibilità
Vorrei saper riconoscere e osservare la bellezza
Vorrei saper volare trasportato dal vento
Vorrei saper nuotare nel mare più azzurro
Vorrei saper pregare  e credere in Dio
Vorrei saper essere una guida per te
Vorrei……Vorrei sapere chi sono.
Vorrei sapere chi sei.

UN GRANDE REGISTA DEI NOSTRI TEMPI – MARTIN SCORSESE














Scorsese nasce nel  Queeens , Borough di New York, il 17 novembre del  1942 . I  nonni , sia paterni che materni, erano immigrati italiani  originari, rispettivamente, di Polizzi Generosa e di Ciminna (entrambi comuni della provincia di Palermo) giunti negli Stati Uniti agli inizi del XX secolo.

Nel 1960 si iscrive al corso di cinematografia  della New York University dove dirige i suoi primi cortometraggi in 16 mm , tra cui "La grande rasatura", Il suo primo lungometraggio esce nel 1969 con il titolo definitivo " Chi sta bussando alla mia porta?". Il film è interpretato da  Harvey Keitel alla prima collaborazione col regista.
Agli inizi degli anni settanta lascia New York per Hollywood, ed entra nella factory di Roger Corman. Il primo lavoro che riceve una vasta distribuzione viene prodotto proprio dalla American International Pictures di R:Corman " America 1929-Sterminateli tutti ( 1072), con Barbara Hershey e David Carradine .

Trama del film :

Durante la Grande Depressione, un'orfana di nome Bertha Thompson incontra su un treno merci il sindacalista Big Bill Shelly di cui si innamora ma viene abbandonata subito dopo. Successivamente diviene complice di un baro e con il suo aiuto liberano Shelly dal carcere  e nsieme  a lui fanno una serie di rapine ai treni e in banca al fine di attaccare lo schiavista della grande ferrovia, sig. Sartoris, e uscire dalla crisi della grande Depressione. Le loro idee però possono mettere in pericolo la loro vita.



Questo tema  dell'illegalità  come strada  quasi giustificabile, per chi  subisce le conseguenze dell'ingiustizia sociale e di un sistema politico ed economico che non funziona, è ricorrente nella storia fino ai giorni nostri e spesso ha animato il ricorso alla violenza nella lotta politica e sociale .


Dopo aver girato America 1929  Scorsese  si dedicò alla realizzazione  di un film al quale pensava da oltre sei anni: Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedi all’inferno-  Realizzato  con la stessa troupe del film precedente.
Scorsese riversò molte delle esperienze vissute da adolescente in questo suo film, attingendo a persone da lui conosciute per caratterizzare i protagonisti del film, prigionieri della Little Italy e incapaci a fuggire da quello che diventa sempre più un inferno in terra, sempre in bilico fra salvezza e peccato.
Tra le altre cose il film segnò l'inizio della prolifica collaborazione di Scorsese con Robert De Niro presentatogli da Brian De Palma. Protagonista del film è Harvey Keitel .


Tornato a  New York, Scorsese viene colpito da una sceneggiatura scritta da Paul Schrader dal titolo di  Taxi Driver (1976), un'immersione nella mente distorta di un reduce dal  Vietbam  che non riesce a reinserirsi nella società a causa degli orrori vissuti durante la guerra; Un giovane tassista  alle prese con la realtà quotidiana della sua città vissuta come una guerra: Realtà a cui ecide di reagire rispondendo con violenza alla violenza come un nuovo  giustiziere salvando così una giovane prostituta.
Nel ruolo del protagonista fu scelto Robert De Niro  alla sua prima grande interpretazione.
Il film vinse la Palma d’oro  al festival di Cannes del 1976 aggiudicandosi anche quattro nomination ai Premi Oscar,. Fu la definitiva affermazione di Scorsese come regista e di De Niro come attore protagonista.Fra gli interpetri anche Jodie Foster. ,Cybill Shepherd, Peter Boyle e Harvey Keitel





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