Orizzonte perduto (Lost Horizon) è il secondo grande film del periodo d’oro
di Frank Capra e si basa sulla trasposizione cinematografica dell’omonimo
romanzo di James Hilton. Quel mondo lontano perduto all’interno della catena
dell’Himalaya in cui i protagonisti
saranno scaraventati : Shangri-La ,
racchiude tutti i valori che Capra ritiene importanti per il futuro dell’umanità
e la realizzazione personale di ognuno di noi. Alla fine del film , infatti , Robert,
il protagonista ( interpretato da Ronald Colman), non potrà che considerare quel luogo come il traguardo della sua vita e,
nonostante sia fuggito via, desidererà tornare a Shangri-La , un posto di grande bellezza ,
dove la vita scorre in armonia con la natura e le persone, dove ritroverà il
suo amore e dove il tempo sembra essersi
fermato in un eterno presente, con la promessa di una incredibile longevità.
In questo blog raccolgo i racconti , i quadri , le poesie realizzate nel corso degli anni e che verranno ulteriormente prodotte. Benvenuti e grazie per l'attenzione.
venerdì 22 marzo 2019
giovedì 21 marzo 2019
FRANK CAPRA -Un siciliano in America - Parte 3
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Siamo già nel
1934. L’economia americana è in grande depressione e nel discorso
d’inaugurazione del suo mandato presidenziale del 4 marzo 1933 Franklin
Delano Roosevelt dichiara: “ Sono
convinto che, se c'è qualcosa da temere, è la paura stessa, il terrore
sconosciuto, immotivato e ingiustificato che paralizza. Dobbiamo sforzarci di
trasformare una ritirata in una avanzata. […] Chiederò al Congresso l'unico
strumento per affrontare la crisi. Il potere di agire ad ampio raggio, per
dichiarare guerra all'emergenza. Un potere grande come quello che mi verrebbe
dato se venissimo invasi da un esercito straniero.”
In questi anni
Frank Capra diventerà il cantore del “ New Deal” e i suoi films parleranno
proprio del coraggio della speranza. I
cinque film girati tra il 1936 e il 1941, da “È arrivata la felicità” a “Arriva
John Doe”, ottengono complessivamente trentuno nomination e sei premi Oscar,
oltre ad un grande successo di pubblico. “ È arrivata la felicità” ottiene
l’Oscar 1937 per la miglior regia.” Orizzonte perduto” l’Oscar 1938
per il miglior montaggio e la migliore scenografia. “ L’eterna illusione” l’Oscar
1939 per il miglior film e la migliore regia.” Mr. Smith va a Washington”
ottiene l’Oscar 1940 per la miglior sceneggiatura originale.
È arrivata la
felicità (Mr. Deeds Goes to Town)
fu il primo film di questo ciclo. Quello che colpisce proprio in questa narrazione è che l’eroe sia un uomo comune, si , ma della piccola e media borghesia. Può essere, a seconda delle situazioni, un piccolo
imprenditore, un giornalista o un rappresentante politico che smuovono
le acque solo grazie al loro impegno civico , alla capacità di assumersi le
responsabilità collettive ed avere quel coraggio della speranza che serve a
cambiare il mondo. E’ questo il modello della rivoluzione americana del New
Deal. Non un cambiamento dell’ordine costituito, ma la possibilità di renderlo
umano grazie all’impegno del cittadino . Un impegno che riuscirà a limitare
lo strapotere del ricco e del potente, subordinandolo al bene comune. Questo è
stato il sogno americano e la risposta del New Deal da un lato alla crisi di valore del libero mercato, già messo in discussione dal potere dei grandi monopoli e dalla depressione economica, e
dall’altro alle suggestioni rivoluzionarie socialiste , all’esperienza della
Rivoluzione Russa , alle vicende del nazismo e del fascismo europee.
Nel film “ E’
arrivata la felicità “ il compito dell’eroe
viene assunto da un giovane uomo della periferia e della campagna
americana: Mr Deeds ( un grande Gary Cooper) che nel suo piccolo villaggio
nel Vermont sfida le conseguenze disastrose della Grande Depressione dando
lavoro nella sua piccola fabbrica di candele, agendo come capitano volontario dei vigili del fuoco, suonando la tuba
nella banda del paese e scrivendo rime
per le cartoline di auguri .Inaspettatamente, a sconvolgere la sua vita, arriverà un’enorme eredità di 20 milioni di dollari da un lontano zio che
neppure conosceva. Trasferitosi, suo malgrado, a New York, per le incombenze
relative alla gestione dell’eredità e degli affari del defunto, il giovane Deeds sarà investito da un
turbinio di avvenimenti , d’interessi contrastanti e di sentimenti. La sua
indole generosa lo porterà ad essere tradito e preso in giro diventando
lo “ zimbello “ della città. Tradito proprio dalla donna di cui si era
innamorato e deluso da questa nuova vita e dalle persone che ha incontrato, Deeds decide di disfarsi dell’eredità ,
utilizzandola per acquistare terra e
bestiame per gli agricoltori rovinati dalla crisi economica, e tornarsene quindi
al suo paese. La sua volontà viene tuttavia bloccata da una causa legale volta a farlo interdire per insanità
mentale. Al processo Deeds, deluso, rifiuta addirittura di difendersi; ma, quando la ragazza di cui è innamorato interviene
davanti al giudice per difenderlo, mostrando di ricambiare il suo amore , decide di
reagire. Intervenendo a sua volta, contesta tutte le accuse spiegando che sono
così scorrete da definire folle la generosità e la solidarietà verso gli
altri, mentre, nel contempo, esaltano e richiedono che un comportamento normale
sia improntato al senso dell’avidità e della grettezza. Il suo discorso sarà
così convincente da portare il giudice a dichiarare che l’imputato è forse l’uomo più sano di
mente che sia mai entrato in quell’aula.
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mercoledì 20 marzo 2019
FRANK CAPRA -Un siciliano in America - Parte 2
Durante questo periodo gira anche un film con Jean Harlow dal titolo “ La donna di platino (1931)”.Dopo aver diretto il film “Signora per un giorno (1933)” , grazie al quale ottiene la prima nomination all'Oscar come migliore regista, nell’anno successivo ottiene un grande successo di critica e di pubblico con un film che è rimasto nella storia del cinema sia per lui che per gli attori che vi hanno recitato : “Accadde una notte” con una stupenda Claudette Colbert ed una grande Clark Gable. E’ il primo film a conquistare i cinque Oscar maggiori (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior attore protagonista e miglior attrice protagonista) e Frank Capra viene riconosciuto come uno dei registi più importanti del cinema americano.
Nel film la viziata ereditiera Ellie Andrews, scappata dallo yacht del padre, per raggiungere New York e sposare l'aviatore King Westley, considerato dal genitore solo un ambizioso arrampicatore sociale, durante il suo travagliato percorso ha modo d’incontrare, conoscere ed innamorarsi del giornalista Pietro Warne, rimasto senza lavoro per il proprio comportamento inaffidabile, che la riconosce e decide di accompagnarla ed aiutarla in cambio di uno scoop esclusivo. Durante queste peripezie assisteremo a due scene “ indimenticabili”. La prima sarà quella dell’erezione delle “ mura di Gerico” ( una coperta su una fune tesa a dividerli )nella stanza del motel in cui sono costretti a dormire insieme facendosi passare per marito e moglie. La seconda sarà quella della lezione che si daranno reciprocamente sulle modalità di esecuzione della richiesta dell’autostop. Anche questa volta le differenze sociali verranno superate nel modo migliore e con la prevalenza dei buoni sentimenti.
CONTINUA
martedì 19 marzo 2019
FRANK CAPRA -Un siciliano in America- Parte 1
Frank Capra è stato uno dei registi americani che meglio hanno rappresentato, ai miei occhi ,quell’atmosfera e quel senso di speranza che
contraddistinsero l’esperienza del New Deal: la risposta alla Grande Depressione
economica che si dispiegò durante la presidenza di Franklin Delano Roosevelt.
Grazie
ad un diverso rapporto fra Stato e cittadino , fra Stato ed Economia si riuscì
a superare quel senso d’impotenza e di sfiducia che aveva caratterizzato i primi anni della Grande Depressione
, riportando una nuova fiducia e speranza nel futuro del cittadino americano.
Il“ New Deal” fu un nuovo corso, la cui riuscita era anche affidata alla volontà ed
all’impegno del cittadino:un uomo semplice e comune, ma capace di battersi
contro le ingiustizie e pretendere un futuro diverso per se , per i suoi cari e
per la comunità in cui viveva.
Quest’uomo viene mirabilmente descritto
nei films di Frank Capra che , insieme
forse a Walt Disney, è stato il regista che ha maggiormente rappresentato questo nuovo
clima nel mondo del cinema.
Un siciliano negli USA, Frank Russell Capra nacque a Bisacquino, in provincia di Palermo, il 18 maggio del 1897,
ultimogenito dei sette figli di Salvatore Capra, un fruttivendolo, e di Rosaria
"Serah" Nicolosi. Emigrato negli
Stati Uniti con la sua famiglia all’età di sei anni , si stabilisce a Los Angeles, in California. Nel
1922, a San Francisco, dopo aver compiuto limitate esperienze di aiuto-regia,
si propone come regista a Walter Montague, produttore dei Fireside Studios,
dirigendo il cortometraggio Fultah Fisher's Boarding House. Era ancora l’epoca del cinema muto e i films dovevano costare poco ed essere
girati rapidamente. Fra il il 1927 ed il 1928
Capra gira ben sette film , da “That Certain Thing” a “Il potere della
stampa”.Il passaggio al sonoro avviene con un primo esperimento ibrido “La
nuova generazione (1929)” mentre il primo film totalmente sonoro è il
poliziesco “ L'affare Donovan (1929)”. Successivamente, mentre gira una trilogia di films d’avventura incentrata
sul progresso tecnologico e precisamente , “Femmine del mare (1928)”, “Diavoli
volanti (1929)” e “Dirigibile (1931), Frank Capra incontra quella che sarà una
delle attrici più importanti dei suoi films : Barbara Stanwyck. Con lei
realizzerà “ Femmine di lusso (1930)”,” La donna del miracolo (1931)” ,“
Proibito (1932)”, presentato con successo alla prima edizione della Mostra del
cinema di Venezia, e “L'amaro tè del generale Yen (1933).
Femmine di lusso (Ladies
of Leisure) fu realizzato con la sceneggiatura di Jo Swerling e basato sul
lavoro teatrale Ladies of the Evening di Milton Herbert Gropper, rappresentato con grande
successo di pubblico a Broadway con la regia di David Belasco.
E’ una storia in
cui il sentimento d’amore trionfa nei confronti delle differenze sociali e del
benpensante senso comune. Kay Arnold, interpretata da Barbara Stanwyck, è una giovane ragazza
che posa come modella per il quadro di un artista figlio di facoltosi industriali.
Fra i due sboccia immediatamente l’amore che viene, tuttavia, apertamente
contrastato dai genitori dell’artista, venuti a conoscenza del passato non lineare di Kay, che invece
desiderano che il figlio Jerry sposi la fidanzata prescelta per lui. Nonostante
tutto, le suppliche della madre fanno breccia nel cuore di Kay che, per non
danneggiare il futuro di Jerry ,decide di sparire partendo per Cuba . Dot, la migliore amica
di Kay, corre ad avvisare Jerry ma i due arrivano al porto troppo tardi: la nave ha
lasciato il molo. Nel frattempo, sulla nave Kay , pentita della sua decisione, si butta in mare e così il film si conclude con la scena del suo risveglio in
ospedale con Jerry al suo capezzale.
martedì 12 marzo 2019
I VILLEGGIANTI
Valeria Bruni Tedeschi mette in scena sullo schermo una
tragedia in tre atti “ I villeggianti”
,ambientata in una splendida villa sul mare della Costa Azzurra, con un epilogo
finale in cui spiega ai protagonisti, con le immagini e le parole del
personaggio di un fratello defunto, che
in realtà sono già morti. Il loro modo di vivere o meglio di sopravvivere
è molto vicino al mondo dei defunti ,
privo com’è di speranza , di capacità di vedere ed amare veramente l’altro che
ti sta vicino.
Dominati da un profondo malessere esistenziale i diversi
personaggi si muovono invocando aiuto;
ma, allo stesso tempo, sono incapaci di vedere
e rapportarsi con chi gli sta accanto. Personalmente trovo
insopportabile, ad esempio, la mancanza di significativa attenzione verso
l’unica bambina presente , figlia adottiva della protagonista.
E’ una tragedia personale , familiare ,sociale e filosofica. Personale perché evidenzia la solitudine , i traumi non
risolti , il bisogno d’amore vissuto come realtà a cui appoggiarsi per riuscire
a sopravvivere piuttosto che come capacità di rapporto, di scambio di
sentimenti e di cura dell’altro.
Familiare perché ci mostra una famiglia distrutta anche per la mancanza dell’unica figura
maschile che si era in qualche modo
presa cura delle sorelle, facendole
sentire amate pur se spesso criticate :un fratello da poco venuto a mancare.
Una famiglia che non è riuscita a proteggere la figlia, che bambina ha subito una violenza. Tragedia Sociale
e filosofica espressa nella mancanza
totale di un vero senso del rispetto nelle relazioni di lavoro e nella concezione filosofico politica ben evidenziata in un
dialogo fra l’industriale ormai non più in attività , marito della sorella
della protagonista, e la sceneggiatrice
che dichiara di essere “di
sinistra”. Nella spiegazione delle sue posizioni “essere di sinistra” vuol dire rendersi
conto che la natura è malvagia e basata sulla legge del più forte, ma che in qualche modo lo sforzo costante
nella storia di chi la pensa diversamente può gradualmente migliorare le relazioni
umane e le condizioni dei più deboli.
Questa teoria evoluzionista e storicista,
alla fine, condanna le persone ad una visione pessimistica della realtà , ad una natura
matrigna che naturalmente ci fa stare male, ci emargina e che forse , chissà quando, potrà migliorare
. Come se le caratteristiche della società in cui viviamo non fossero, invece, il frutto della
responsabilità delle nostre azioni quotidiane.
Un senso di disagio , di disperazione e di tragedia pervade tutta la narrazione che è una storia anche di
separazione. All’inizio del film si dice, infatti, che il divorzio è una delle
peggiori esperienze umane da sopportare.
Valeria Bruni Tedeschi
con “ I villeggianti” è giunta al
suo quarto film ,dopo “ E’ più facile per un cammello “ ( 2003), “Attrici “ del
2006 e “ Baciami ancora “ del 2009. Le sue opere hanno sempre un carattere
fortemente autobiografico e spesso descrivono una sensibilità difficile e
problematica. Voglio sperare che nella sua vita reale prevalga uno sguardo di
speranza sull’avvenire.
Fra gli interpreti sottolineiamo l’interpretazione di Valeria
Golino ( nel ruolo della sorella Elena) , di Riccardo Scamarcio ( Luca) e Noèmie Lvovsky nel ruolo di Nathalie la sceneggiatrice del film della protagonista
Anna ( Valeria Bruni Tedeschi).
sabato 2 marzo 2019
ANIMALI FEROCI
Noi siamo terribili animali feroci
ma anche docili e teneri amanti.
Genitori trepidi e pieni d'amore
e selvaggi assassini
Cosa può salvarci?
Non so rispondere; ma, credo che solo l'amore
possa aiutarci a comprendere
il senso del nostro animo
ed il cammino che dobbiamo provare a seguire.
venerdì 1 marzo 2019
Se la strada potesse parlare
Dopo la grande prova di Moonlight
(Oscar 2017 per il miglior film), Barry Jenkins ci regala un film a tratti
delicato e romantico, a tratti duro e feroce, ma, nell’insieme, capace di forza
e speranza. Quella stessa forza e speranza che, nel corso degli anni, ha
permesso agli afroamericani di resistere alla schiavitù, allo sfruttamento, alle
vessazioni di ogni tipo per continuare ad amare, a ridere, a sognare, a cantare
e suonare come forse nessun altro.
“Se la strada potesse parlare “((If
Beale Street Could Talk) del 2018 è il nuovo film di Barry Jenkins in cui
ci viene raccontato tuto questo, adattando per lo schermo l’omonimo romanzo del
1974 di James Baldwin.
Nell’America degli anni settanta,
Tish e Fonny, due giovani di colore, tentano di vivere il loro amore tra mille
difficoltà e ,proprio quando stanno iniziando la loro vita insieme, il più
becero razzismo si avventa su di loro con la prepotenza ed il volto di chi
dovrebbe garantire l’ordine e la giustizia.
Pur all’interno della
disperazione connessa all’arresto ed alla detenzione di un Fonny, totalmente
innocente e ingiustamente e volutamente perseguitato, i due giovani e le loro
famiglie accolgono la notizia della gravidanza di Tish come una benedizione,
dandoci una grande lezione di vita e di concreta moralità.
Non solo il film ci mostra come negli USA vi
siano cittadini di secondo livello; ma, come addirittura per essi, per gli afroamericani,
la giustizia ufficiale spesso venga distorta con un segno apertamente persecutorio.
L’America ci ha spesso raccontato questa realtà, che speravamo fosse stata
spazzata via dal movimento dei diritti civili degli anni sessanta. Le vicende di questo film, tuttavia, e molti
episodi d’intolleranza e di rivolta, avvenuti negli anni recenti, ci mostrano
come tutto questo sia ancora attuale. Nonostante vi sia stato un Presidente di
colore, in molti Stati e regioni persistono evidenti discriminazioni. D’altra
parte, fenomeni di razzismo ricominciano a presentarsi di recente anche in
Europa ed in Italia, adducendo come motivazione il forte disagio di fronte al
fenomeno dell’immigrazione.
Kiki Layne e Stephan James
riescono a comunicare una bella freschezza ed intensità ai loro personaggi Tish
e Fonny. Bella anche la prova di Regina King nel ruolo di Sharon Rivers, la
mamma di Tish, per la cui prova ha ottenuto l’Oscar 2019 come miglior attrice
non protagonista, oltre che il Golden Globe ed altri premi.
Il film ha ottenuto anche la candidatura
agli Oscar 2019 per la migliore colonna sonora a Nicholas Brittel e quello per
la migliore sceneggiatura non originale a Barry Jenkins. Stupisce la mancata
candidatura per la migliore attrice protagonista a KiKi Layne, per la migliore
regia a Barry Jenkins oltre che come miglior film.
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