venerdì 24 aprile 2020

7 ore per farti innamorare



Riuscire a rappresentare una commedia allo stesso tempo  garbata , divertente e romantica è un'operazione pregevole . Se poi tutto questo accade in occasione della prima regia  e curandone allo steso tempo anche il soggetto, la sceneggiatura e la recitazione come protagonista  non possiamo che applaudire a scena aperta ed essere contenti della presenza di un artista completo all'interno del panorama del moderno cinema italiano.
 Parliamo di Giampaolo Morelli  e della sua opera prima " 7 ore per farti innamorare"  che, personalmente, mi ha richiamato alla memoria  l'eleganza e la piacevolezza di alcune commedie americane degli anni cinquanta/ sessanta .
 Il film è tratto dall'omomino romanzo di Giampaolo Morelli  che ripropone sulla scena cinematografica  la coppia con la bella e brava  Serena Rossi che avevamo già apprezzato nel film " Ammore e malavita " dei  Manetti Bros.  Ottimo il ritmo , la trama e la recitazione  con un cast che ,oltre a Morelli e a Serena Rossi ,vede anche la presenza della brava  Diana Del Bufalo, di  Fabio Balsamo, Massimiliano Gallo e la partecipazione di Vincenzo Salemme. Il tutto, ancora una volta con lo sfondo piacevole della moderna Napoli  .
Giulio ( Morelli) incontrerà Valeria ( Rossi) e accetterà i suoi consigli per riconquistare l'amore di Giorgia ( Del Bufalo) che l'ha lasciato. 
Valeria ,maestra dell'arte dell'innamoramento e della seduzione, è convinta che l'istinto biologico sia quello che   guida i rapporti  amorosi fra uomo e donna . Giulio finisce per ascoltarla e a provare a seguirne i consigli; ma , sarà tutto spiegabile secondo questi criteri? O anche  la comprensione   dell'animo dell'altro sarà la vera  e vincente arma della seduzione e dell'amore? 
Sarà piacevole ed interessante cercare di capirlo seguendo  la storia , le battute ed i sentimenti rappresentati nel film.
A causa della pandemia in corso, il film non è  vedibile nella sala cinematografica, dove la sua magia sarebbe stata ancora più avvincente; tuttavia,  grazie ai  suoi produttori Fulvio e Federica Lucisano e alla casa di distribuzione  Vision, che  hanno aderito alla campagna #iorestoacasa , il film  è disponibile  dal 20 aprile su  Sky Primafila Premiere. 





martedì 21 aprile 2020

INSIEME ALLE STELLE




Vorrei tornare ad amare
con la passione della gioventù
e scivolare fra le stelle in una notte incantata
mentre il suono di una canzone lontana
 addolcisce la luce dei miei occhi
Vorrei carezzare il tuo volto che tante volte ho guardato
mentre la tua vita mi scorre accanto, dolce e silenziosa
Vorrei prenderti per mano e tuffarmi nel vuoto del futuro
se  c'è ancora  tempo
tracciando una lunga scia luminosa al nostro passaggio
e trascinando  tutti..  insieme a noi.. in un girotondo infinito
insieme...............insieme.......................insieme!


giovedì 26 marzo 2020

L'ULTIMO SPETTACOLO



Vedere insieme l’ultimo film prima che la sala  cinematografica  di Anarene ( cittadina immaginaria del Texas) chiuda per sempre e Duane parta  per la Corea  è il momento che sancisce per lo stesso Duane e per Sonny  la fine del periodo dell’adolescenza/giovinezza e l’ingresso nell’età adulta.
 Quell’età adulta che avevano osservato e giudicato da ragazzi, che stava accanto a loro  senza affascinarli, ma di cui  vedevano, anzi, tutti i limiti, le difficoltà e  le cocenti delusioni in ognuno dei suoi protagonisti. L’insoddisfazione della monotona vita quotidiana presente nell’età adulta, che aveva ormai rinunciato alle follie della gioventù che, tra l’altro, non tutti erano riusciti a vivere.
Seguendo le ultime immagini  del western “ Il fiume rosso”, Duane ( Jeff Bridges) e Sonny (Timothy Bottoms) saluteranno anche la loro amicizia, appena ritrovata giusto per compiere insieme quel rito di saluto reciproco, prima della partenza  per la guerra in Corea di Duane per il servizio militare. Un’amicizia che avevano quasi interrotto  litigando per amore della bella Jacy (Cybil Shepherd) che, alla fine, li aveva lasciati entrambi.
La vita dei giovani della cittadina di Anarene, descritta nel film in rigoroso bianco e nero (come era stato consigliato al regista Bogdanovich dal grande Orson Welles), ruotava attorno a poche e semplici punti di riunione, allo sport, alla scuola, alle vicende legate alla ricerca di una relazione amorosa .
Le loro gesta sono forse l’unico “ sale e pepe” osservabile da parte di una realtà adulta che ha vissuto  le stesse illusioni , passioni e sogni di quei giovani e che oggi vive ,nel migliore dei casi, nel ricordo di quei  momenti più belli.
La separazione fra mondo adulto e giovani viene infranta solo da alcuni personaggi che riescono ad avere empatia per quei giovani e ,in qualche modo, sono apprezzati dagli stessi. Fra tutti la figura  di maggior peso e riferimento è quella di Sam “ il leone” ( interpretato da Ben Johnson) titolare di un locale  di ritrovo e sala biliardo frequentato dai ragazzi della cittadina ,che mantiene un atteggiamento quasi paterno nei loro confronti e che nei momenti di maggiore confidenza confessa di aver vissuto anche lui, da giovane, momenti di straordinaria follia, ma di grande felicità.
Un aspetto interessante della narrazione è poi quello assegnato alle figure femminili all’interno della società provinciale americana. Sono descritte come afflitte da una perenne ambiguità fra il desiderio  di una realizzazione amorosa e quello di una sistemazione sociale.Questo aspetto è presente  sia fra le ragazze giovani ,sia fra le adulte. Sono loro che, più di tutte, mostrano il rimpianto per una passione amorosa rimasta spesso insoddisfatta  all’interno della scelta matrimoniale.
L’ultimo spettacolo (The Last Picture Show) (1971) diretto da Peter Bogdanovich, pur avendo ricevuto la nomination come miglior film  sia per l’Oscar, sia per il Golden Globe, sia per il premio  Bafta, non ha conseguito nessuno di questi premi. In compenso , nel 2007 è stato inserito dall’ American Film Institute  al novantacinquesimo  posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi. Per la sua recitazione  nel ruolo di Sam “ il leone”,  Ben Johnson ha, invece, ottenuto l’Oscar, il Golden Globe e il premio Bafta come miglior attore non protagonista. L’Oscar  e il premio Bafta sono stati conseguiti anche  da Cloris Leachman come migliore attrice non protagonista.


mercoledì 25 marzo 2020

LA DOLCE VITA



Erano i primi anni ‘60 e Roma,  con gli studi di Cinecittà, era la capitale  del cinema italiano.
Per le strade di Via Veneto si vedevano sfilare registi, attori anche di fama internazionale, produttori  e  tutto un mondo di persone che gli girava attorno: dai giornalisti ai " paparazzi" , dalle attricette alle comparse ecc. ecc.
 La strada  divenne il salotto elegante  di quella mondanità, con i suoi bar dagli eleganti tavolini all’aperto  ed i locali notturni.
 A Via Veneto s'intrecciavano storie d'amore , scandali, tradimenti, affari ed idee. Il passaggio e le occasioni di quella che venne chiamata "la dolce vita".
Si era ormai in pieno miracolo economico ed il neorealismo venne in qualche modo messo da parte. la nuova società opulenta  guardava maggiormente all'individuo  ed ai suoi problemi psicologici in una dimensione che sarà sempre più avulsa  della sua collocazione sociale .
Questo aspetto è già presente nel film di Fellini e Marcello, il protagonista,   si distaccherà sempre più dalle sue origini e dalle sue passioni culturali per perdersi in un mondo superficiale, fortemente individualista, a tratti infelice, ma benestante. 
Una delle donne di Marcello,  la bella ed interessante Anouk Aimée,  ne ha forse la piena coscienza. Quando afferma di provare quasi il desiderio di un rapporto d'amore  intenso e duraturo con lui, allo stesso tempo,  è cosciente di non voler rinunciare all'ebrezza di una passione improvvisa e non programmata,  che metterebbe in crisi rapidamente qualunque rapporto.
 E' il primato della soddisfazione immediata rispetto alla costruzione  lenta ed impegnativa di qualcosa d’importante, che era forse il tesoro culturale della precedente generazione, pur con tutti i  limiti d'ipocrisia possibili e presenti.
 Il carrozzone degli avvenimenti,  come in un eterno circo , ci trasporterà così, da una scena all’altra, alla ricerca di un continuo divertimento, pieno in realtà di amarezza e solitudine.
La vita proporrà ancora un’immagine di tenerezza e di sincerità a Marcello, nella parte finale, con il volto di una giovanissima Valeria Ciangottini ; ma, lui andrà oltre, ormai disilluso e non più in grado di  vivere un’occasione come quella.
Ci sono scene de” La dolce vita “ che sono entrate di diritto nella storia del cinema come, ad esempio, quella in cui si esprime la piena bellezza e sensualità di Anita Ekberg, che invita Marcello a bagnarsi con lei all’interno della Fontana di Trevi. 
C’è la stupenda musica di Nino Rota che accompagna le immagini ed i nostri ricordi. 
C’è la scena di un clown che si esibisce, con un suo numero di musica e mimica,  nel locale notturno in cui Marcello ha portato il padre, di passaggio a Roma, che è da applauso a scena aperta per la sua delicatezza ed intrinseca magia
Fellini ci ha regalato un film che è storia del cinema. ed ha vinto  la  Palma d'oro al 13º Festival di Cannes e l'Oscar per i migliori costumi. Fellini ha anche ottenuto il David di Donatello per la migliore regia. Ancora una volta  soggetto e sceneggiatura  lo vedono insieme  con Ennio Flaiano e Tullio Pirelli. Alla sceneggiatura collabora anche Brunello Rondi.
Insieme al film sono entrati nella storia del cinema, per la loro interpretazione, anche i protagonisti . In particolare  Marcello Mastroianni ( Marcello Rubini) , Anita Ekberg ( Sylvia), Anouk Aimée ( Maddalena), Magali Noel (Fanny), Alain Cuny ( Enrico Steiner), Valeria Ciangottini ( Paola) .

sabato 21 marzo 2020

LE NOTTI DI CABIRIA




Maria Ceccarelli, in arte “ Cabiria” ( Giulietta Masina), dall’età di quindici  anni  è rimasta orfana di entrambi i genitori . Completamente sola e senza mezzi finanziari ha iniziato a prostituirsi per sopravvivere, rinunciando pure ai suoi bei capelli lunghi e neri, ma non perdendosi mai d’animo di fronte alle avversità ed alla cattiveria.
 Nel corso degli anni è pure riuscita a farsi una mini-casa abusiva,  tra Roma ed Ostia, da cui ogni giorno esce per andare al suo luogo di lavoro , nella “ passeggiata archeologica” romana.
Cabiria  è considerata un po' folle nel suo ambiente, ma nessuno può approfittare di lei. 
Quello che dentro di se Maria Ceccarelli non ha mai perso in questi anni è la coscienza del suo vero nome, la semplice purezza del suo animo ed il bisogno di essere amata.
E’ forse questo l’aspetto più interessante del  film. Fellini ci mostra le notti della vita di  Cabiria, i suoi incontri , il suo ambiente , i contatti e le amicizie ,la sua capacità di adattamento  e di sopravvivenza anche alla violenza; ma ,fin dall’inizio, ci fa notare come  quello da cui non sa difendersi è l’amore.
Come ognuno di noi, Cabiria desidera incontrare il rispetto, la tenerezza, una considerazione di sè. Di fronte a questo è disposta ad accordare la sua fiducia e rischiare la delusione.
Pagherà a caro prezzo tutto questo!
Fin dall’inizio del film verrà derubata  e rischierà l’annegamento nelle acque del Tevere proprio per mano del suo compagno  Giorgio (Franco Fabrizi). In seguito, dopo aver sperato che il suo desiderio di cambiare vita  espresso nel corso di una visita al santuario del Divino Amore potesse essere esaudito, verrà di nuovo profondamente delusa.
L’aspetto più importante del personaggio  che ci viene proposto è che comunque  , alla fine , nonostante tutte le difficoltà e le delusioni subite, Cabiria   continuerà  a sorridere alla vita.
La narrazione di Fellini ci mostra in maniera diretta e coinvolgente la vita di queste donne ed il mondo dei marginali che le ruota intorno . Vi è anche sottolineata la speranza  religiosa presente nella società del tempo  e che si esprime  con la presenza di religiosi e di luoghi di culto, con la commovente preghiera di Cabiria al santuario del Divino amore e con le sequenze che mostrano la generosa presenza caritatevole di un anziano volontario che presta aiuto ai senza tetto.
Ci  racconta  ancora i momenti occasionali di rapporto  con la vita delle persone agiate ed è interessante vedere già in questo film l’incontro con il mondo del cinema (che tanto sarà sviluppato successivamente in altri film da Fellini) nella persona del divo Alberto Lazzari ( Amedeo Nazzari) che dopo aver litigato con la sua compagna Jessy si farà accompagnare  da Cabiria per una parte della serata .
Le notti di Cabiria è un  film del 1957 diretto da Federico Fellini  e vincitore dell’Oscar come miglior film straniero. Il nome "Cabiria" viene dall'omonimo "colossal" italiano del 1914 ,mentre il personaggio stesso della protagonista appare già in una breve scena de“ lo sceicco bianco”, uno dei precedenti film di Fellini.
Per la sceneggiatura Fellini è stato coadiuvato  da Tullio Pinelli ed Ennio Flaiano. Figura anche ,come aiuto sceneggiatore, Pier Paolo Pasolini che, sembra, sia stato contattato dal regista  per ottenere una maggiore autenticità nei dialoghi e nel linguaggio del sottoproletariato romano .
Giulietta Masina interpreta Cabiria  con una grande prova di artista ed una naturalezza che le hanno valso il premio come migliore attrice protagonista al Festival di Cannes e di San Sebastian ,oltre che la vittoria del  Nastro d’argento.
Accanto a lei troviamo tra gli altri   François Périer nel ruolo di  Oscar D'Onofrio, Aldo Silvani( il mago Ipnotizzatore)  Franca Marzi( Wanda, amica di Cabiria ) e Dorian Gray( Jessy, fidanzata di Lazzari)
Per questo film Fellini ha ottenuto anche il David di Donatello e il  Nastro d’argento per la migliore regia.


martedì 17 marzo 2020

LO SCEICCO BIANCO




“ Lo sceicco bianco” è il personaggio di un fotoromanzo segretamente amato da Wanda ,la giovane sposa  Cavalli in viaggio a Roma insieme al marito Ivan.
Wanda, ogni volta, si perde nelle pagine di quelle storie dove finalmente ha modo di liberare la sua fantasia , i suoi sogni di felicità, le sue speranze. Chiusi quei fogli , ritorna alla vita di ogni giorno.
Una vita reale ….con i lati brutti e quelli belli .
In fondo, si è appena sposata e ne è contenta; anche se il rapporto è formalmente guidato dal marito, la luna di miele a Roma sembra già una visita programmata insieme ai parenti dello stesso e lei non sente molto spazio per la sua persona.
 Certo, l’occasione di venire a Roma potrebbe essere anche quella di conoscere personalmente l’eroe delle storie che legge.
Quale magnifica occasione! Solo un momento, senza che nessuno se ne accorga!
Invece, le cose non vanno per il verso giusto! I contrattempi si moltiplicano e Wanda e Ivan , loro malgrado,  si trovano nel pieno dell’imbarazzo   e nella totale frantumazione di ciò che era stabilmente programmato .  La vita dei nostri protagonisti abbandona una realtà  ben lontana da una vera autenticità per proiettarsi nel contrattempo, nel sogno , nelle delusioni, nel banale della vita autentica e solo attraverso  l’accettazione di tutto questo, alla fine,  Wanda potrà dire a Ivan che per lei ,adesso, “ Lo sceicco bianco “ è lui , il suo sposo, mentre, di nuovo sottobraccio, si dirigeranno, insieme ai parenti, alla visita programmata con il Papa al Vaticano.
Il film “ Lo sceicco Bianco “ del 1952 è scritto e diretto da Federico Fellini ,coadiuvato per il soggetto da Tullio Pinelli e Michelangelo Antonioni  e per la sceneggiatura dallo stesso Pinelli e da Ennio Flaiano. Un’incredibile insieme di personaggi della storia della cultura italiana!
 Le musiche, sempre belle e particolari, sono di Nino Rota, che tante continuerà a regalarcene nel corso del tempo.
Fellini ci racconta questa storia calandola in mezzo alle atmosfere popolari di una Roma “ verace” ed ironica. Piena di sentimenti e che si esprime ,quasi con  una coralità partecipata, agli avvenimenti dei nostri protagonisti.
 Gli attori principali sono :Alberto Sordi ( lo sceicco bianco ) , Brunella Bovo ( una delicata  Wanda Cavalli) e Leopoldo Trieste ( Ivan Cavalli) . Appare anche Giulietta Masina nel ruolo di Cabiria (una prostituta) che con lo stesso nome apparirà  come protagonista nel film del 1957 ”le notti di Cabiria”  con cui Fellini vincerà l’Oscar per i miglior film straniero.




domenica 15 marzo 2020

IL SUO ULTIMO DESIDERIO







"Il suo ultimo desiderio" ( (The Last Thing He Wanted)  diretto da Deen Ross, con la sceneggiatura della stessa  insieme  a   Marco Villalobo, s'ispira e traduce sul set cinematografico l'omonimo romanzo di Joan Didion.
L'operazione, pur potendo contare su di un cast  notevole, composto da Anne Hathaway (nel ruolo della protagonista  giornalista reporter Elena McMahon), Ben Affleck, Rosie Perez, Wille Dafoe e Toby Jones,  lascia lo spettatore in qualche modo  confuso e "in"-felice.
La sceneggiatura, infatti,  alternando  momenti d'intimità personale , questioni politiche e governative , flash back e tanto, tanto altro , non aiutata dalle azioni della protagonista spesso  prive di una precisa consequenzialità, ci presenta una storia a tratti non abbastanza comprensibile e facile da seguire.
Quello che rimane nella mente dello spettatore è, comunque,  il quadro dell'azione imperialista americana del periodo  Reganiano, in cui  gli Stati Uniti  trasferivano ingenti somme di denaro  a gruppi di guerriglieri: "i Contras" (contrarrevolucionarios) da utilizzare per il loro armamento e addestramento nella lotta contro i Sandinisti del FSLN al potere in Nicaragua.
Quando  nel 1982, con l'emendamento Boland, la Camera dei Rappresentanti USA proibì al Pentagono e alla CIA di addestrare o armare gli antisandinisti, l'amministrazione Reagan,   come emerso dalla ricerca "Dark Alliance" del giornalista statunitense Gary Webb, continuò ad aiutare ambiguamente  i Contras  grazie all'appoggio della CIA  che sembra girasse agli stessi i proventi  derivanti  da traffico di armi perché essi li utilizzassero per  un traffico di droga con cui si autofinanziavano. In qualche modo la trama del film cerca di raccontarci questo  modo di procedere del governo americano; ma, lo fa in maniera talmente frammentaria ed involuta da risultare poco chiara.
La seconda cosa che rimane apprezzabile del film  è la bella prova d'attrice della Hathaway che ci parla della complessa  personalità di una donna giornalista,   piena di passione per la sua professione e d'impegno contro le palesi ingiustizie a cui assiste nel corso dei suoi reportage .
La giornalista si rende conto che, spesso, l'azione pratica dei Contras è quella di attaccare  strutture civili indifese quali fattorie, ospedali, chiese e effettuare  massacri indiscriminati contro civili, donne e bambini; pertanto, vede  nella pubblicazione dei suoi articoli l'unica arma a  disposizione per sentirsi in qualche modo utile a chi è vittima sacrificale degli interessi dei potenti. Lei stessa ne sarà un esempio vivente. L'altro aspetto del personaggio, messo opportunamente in evidenza, è il travaglio personale  che ha dovuto affrontare nel corso della sua vita e che ancora la tiene appesa ad un filo estremamente labile : figlia di un padre spesso assente e che ritrova ormai malato e alla fine della sua vita ,affranta dalla recente perdita della madre reduce da   un divorzio, di  un tumore al seno  e del difficile rapporto con la figlia adolescente.
Tutti gli altri personaggi  rimangono, alla fine, solo accennati e privi di un serio approfondimento sia della loro personalità, sia di un ruolo preciso all'interno della  trama del racconto. 
Il film è stato presentato in anteprima il 27 gennaio al Sundance Film Festival 2020 e, successivamente, è stato  distribuito sulla piattaforma Netflix.