lunedì 18 giugno 2018

VERSO ORIENTE- 12



Adesso, il viso della ragazza era disteso, quasi sereno,  e guardava il suo piccolo che sorrideva a Laura che lo solleticava. Avevano mangiato con calma e finalmente  stava seduta, riposando   comodamente su di una poltrona.
Come ti chiami ? – Le chiese Mario
Il mio nome  adesso è Fatima ma sono nata  Irene . Così mi hanno chiamata all’Istituto dove mi hanno cresciuta in Italia… a Roma. Non ho mai conosciuto i miei genitori . Non si sapeva chi fossero: Mi hanno trovata  abbandonata davanti alla porta dell’istituto e mi hanno presa, curata e cresciuta. 
Com’è che ti trovi qui? – chiese Laura
Cinque anni fa  ho conosciuto  Salim, un ragazzo siriano, che era venuto in Italia  per ammirare le bellezze dell’antichità del nostro Paese. Era pazzo per il Colosseo….pensate un po'!
Ci siamo innamorati  e mi ha portato con sé nel suo Paese. Ci siamo sposati con il rito musulmano ed ho preso il nome di Fatima. Tre anni fa  è nato il piccolo  Abdul………… poi, c’è stato l’inferno. 
Prima la protesta,  poi una vera e propria guerra civile  che non ha risparmiato nessuno. Mio marito è morto,   vittima di un attacco terroristico ed io sono rimasta sola  con Abdul.  A quel punto non sapevo cosa fare e  ho pensato di ritornare in Italia. Ho  ritirato tutti i soldi che avevo  , i documenti più importanti e mi sono unita ad una carovana di profughi che cercava di passare il confine  con la Turchia. Ci sono riuscita come vedi ….. ma siamo a terra!
Irene, tu e Abdul non siete più soli-  le disse Mario- verrai con noi in Italia, ma prima  dobbiamo fare in modo che non vi siano problemi per Abdul. Domani andiamo al Consolato italiano e cerchiamo di far convalidare i documenti che ne comprovano la tua maternità.
Irene era felice  e rideva e piangeva, stringendo a se il piccolo Abdul e ringraziando ora Laura ora Mario continuamente. 
Scese la notte e, finalmente , la pace regnava nel suo cuore! 
CONTINUA

sabato 16 giugno 2018

VERSO ORIENTE - 11











-           

-  Guardò meglio in mezzo al buio  e gli sembrò di vedere, raggomitolata a terra, una figura  avvolta in un grande velo  che teneva sulle gambe un altro fagotto più piccolo.
-   -Chi sei? -rispose Mario- Com’è che parli la mia lingua?
-    Vi prego aiutatemi- rispose subito  quella stendendo la mano.
-   In quel mentre, forse disturbata dal movimento , la figura più piccola prese improvvisamente vita  scoppiando a piangere . Era un bimbo piccolo e singhiozzava invocando  la sua mamma.
-  Laura si avvicinò immediatamente cercando di aiutare  quelle due persone : la madre ed il bambino. Mentre Mario cercava di sorreggere la ragazza , Laura prese in braccio il bambino  che, nonostante  non venisse preso dalla madre , tuttavia sembrò calmarsi. La ragazza, dopo essersi alzata,  riprese il bambino dalle braccia di Laura e rivolta a Mario gli chiese:
-  - Siete italiani vero? Anch’io sono italiana   e sono disperata . Aiutatemi! Non so dove andare , non ho soldi e il mio bambino ha fame.
-  -Hai un posto dove dormire? – le chiese Mario- vivi con qualcuno?
-   -No stiamo sulla strada. Viviamo di elemosina e il bambino ha fame.
-  Va bene – disse Mario  senza pensarci due volte– vieni con noi! Stasera dormirete e mangerete : Poi, se vuoi ci racconterai di te . Andiamo.
-  Insieme a Laura  sorressero  la ragazza e il bambino, presero la piccola valigia che aveva con sé , si diressero verso una strada principale .Chiamarono un taxi e si fecero accompagnare all’albergo.  Arrivati nella Hall, Mario pagò una stanza anticipatamente per i due nuovi ospiti e chiese  che  portassero loro da mangiare in camera. Adesso, il viso della ragazza era disteso, quasi sereno,  e guardava il suo piccolo che sorrideva a Laura che lo solleticava. Avevano mangiato con calma e finalmente  stava seduta, riposando   comodamente su di una poltrona.
   Come ti chiami ? – Le chiese Mario

     CONTINUA














venerdì 15 giugno 2018

VERSO ORIENTE -10



 Quel pomeriggio , insieme a Laura,  avevano visitato la torre di Galata  all’interno dell’antico quartiere  edificato dai Genovesi : Avevano ammirato il panorama della città , le sue moschee , la parte occidentale e quella asiatica , il ponte che le unisce  e la bellezza del Bosforo. Poi si erano addentrati lentamente fino al ponte di Galata scoprendo nel suo  spazio sottostante  i vari ristorantini e bancarelle di pesce. Era  un susseguirsi di piccole botteghe  e di   tavoli all’aperto  che ricordavano tanto  alcuni posti dei paesi a mare del Sud d’Italia. Pian piano si fece sera  e si diressero all’appuntamento  davanti all’imbarcadero per il  battello della gita serale sul Bosforo.Erano circa le nove di sera quando  insieme agli altri salirono sul battello. C’era  Mister  Kaya insieme alla moglie, in abito tradizionale, ma con il volto scoperto, il rappresentante  italiano  del ministero per il commercio con l’estero , una signora  elegante  probabilmente coetanea di Laura , il cliente di Mario, e il rappresentante del governo turco con la moglie , vestita all’occidentale. Oltre a loro c’erano diversi turisti   e tutti furono fatti accomodare nei tavoli preparati  in un’area del ponte dove fu servito uno spumante  italiano come segno di  benvenuto. C’era un tavolo già preparato per  Mister Kaya ed i suoi ospiti che furono subito intrattenuti dallo chef e serviti con precedenza rispetto a tutti gli altri .Mentre   gustavano i piatti tradizionali della cucina turca  e godevano dello spettacolo  della costa e di alcuni  splendidi palazzi storici  illuminati,  venivano intrattenuti anche da un piccolo gruppo di musicisti . La serata  fu molto gradevole. Finita la cena,  passarono ad esplorare il battello soffermandosi sulle gallerie laterali  dove ognuno ritrovava la sua intimità  con il partner  o con gli amici più stretti. Quando passarono sotto il lungo ponte illuminato, Mario e Laura  erano sulla parte posteriore del battello e così poterono  osservare il ponte nella sua interezza mentre si allontanava lentamente. Dopo circa due ore dalla  partenza , il battello rientrò  al molo e, dopo essersi salutati con tutti gli altri, Mario e  Laura si avviarono verso l’albergo.         
 -          Please Mister! Help me! Aiutatemi vi prego!-
-                            Quella voce  dolce e lamentosa allo stesso tempo  usciva  dall’angolo buio della notte,  lungo               la stradina che stavano percorrendo, e si rivolgeva proprio a lui.
             CONTINUA

giovedì 14 giugno 2018

VERSO ORIENTE - 9






Si lasciarono e dopo Mario si diresse verso  Piazza Taxim dov’era la sede dell’incontro di lavoro. La zona brulicava di persone  e ci si trovava nel centro  vissuto della città. Tutti i partecipanti alla riunione  arrivarono nei tempi previsti e si giunse rapidamente a discutere dei punti più importanti. I clienti di Mario  desideravano poter espandere in Turchia  la propria attività di consulenza informatica  nei confronti del settore sanitario della pubblica amministrazione Turca; ma, soprattutto, desideravano poter commercializzare un programma antivirus di produzione coreana di cui avevano ottenuto  l’esclusiva per l’area del Medio oriente  e nord Africa. Naturalmente, all’attività di vendita era collegata anche quella generale di consulenza. La Turchia era il paese ideale per avviare questa attività estera nell’area in quanto veniva considerata da tutti i paesi ,anche del Nord Africa, il veicolo ideale  per lo sviluppo dei contatti con L’Europa. La posizione , la storia , la presenza di una forte componente musulmana  rendevano affidabile questo paese agli occhi di quelli limitrofi e non. Per poter entrare in maniera importante nel mercato turco e dei paesi vicini era importante, tuttavia, capire che bisognava dare un  ruolo importante all’imprenditoria locale. Questo era stato abbondantemente spiegato dal  funzionario dell’Istituto del Commercio con L’estero  nel loro incontro a Roma  ed aveva lasciato capire che era quella una condizione pregiudizievole. In caso di uno sviluppo positivo dell’iniziativa  vi erano invece delle buone opportunità dal punto di vista finanziario in quanto esistevano dei forti aiuti per le aziende italiane  esportatrici relativamente all’anticipazione dei loro crediti tramite il sistema bancario, con una garanzia parziale  dello Stato: Questo avrebbe permesso un avvio importante dell’attività. I rappresentanti del governo turco avevano portato alla riunione il capo di un’azienda che ritenevano potesse  partecipare con successo all’iniziativa e, nel corso della riunione, spiegarono che aveva senso continuare l’incontro solo se si pensava ad una partnership  di carattere sostanzialmente egualitario: 50 e 50. Se si era disponibili ad accettare questa precondizione, allora si poteva continuare a discutere con profitto e non vi sarebbero stati problemi. L’azienda turca presente era in grado di coprire l’intero territorio nazionale e fare da veicolo per ulteriori commerci nei paesi vicini. Mario , d’accordo con il suo cliente , propose a questo punto la costituzione di una nuova società paritaria con quote divise al 50% che gestisse l’affare sia in Turchia che nella restante area individuata ed ottenne così un entusiastico accordo da parte di tutti. La riunione non poteva concludersi meglio e a quel punto , per festeggiare la decisione comune, i rappresentanti dell’azienda turca invitarono  tutti i presenti  con le eventuali consorti o altre accompagnatrici a partecipare ad una cena con crociera lungo il Bosforo per la sera stessa.
Vedrete- disse Mister Kaya, il capo dell’azienda turca- sarà divertente e godrete di uno spettacolo unico e affascinante che vi farà amare Istanbul.
Si salutarono dandosi appuntamento per la sera sul pontile vicino al ponte di Galata. Mario rimase a parlare con il rappresentante del Ministero italiano e con il suo cliente. Erano ampiamente soddisfatti di come si era svolta la riunione e del tempismo con cui Mario era intervenuto, chiudendola positivamente. Dopo qualche minuto, presi ulteriori accordi per le varie incombenze operative dei prossimi giorni, Mario chiese se poteva portare Laura con sé  quella sera e, rassicurato su questo punto, salutò tutti e  si allontanò.

CONTINUA

mercoledì 13 giugno 2018

VERSO ORIENTE - 8



Stavano seduti al tavolo  della colazione nella saletta dell’albergo che si trovava sulla sommità dell’edificio . Dalle vetrate, che limitavano l’ambiente, si ammirava uno scenario incantevole, con  in primo piano la cupola della Moschea Blu .Erano arrivati ad Istanbul la sera prima  e si erano sistemati in questo gradevole piccolo albergo posto direttamente sulla piazza dell’antico Ippodromo , nel  cuore del quartiere di  Sultanahmet , vero centro storico della città. Mario  versò dei cucchiaini di miele dentro la tazza di yogurth bianco. Dopo, aggiunse abbondanti pezzi di frutta secca  e cominciò a gustare il tutto con estremo piacere. Aveva imparato a preparare  lo yogurth in questo modo in Grecia  e ,quando si presentava l’occasione utile, quella era la colazione che preferiva. Laura  aveva preso invece il caffè lungo , alla turca, ed un piattino con dei dolci al miele.
-Che bello qui! – disse Laura- sorridendo a Mario.- sembra di essere all’interno delle mille e una notte. Questa moschea qui davanti è bellissima!
Noi stiamo qui seduti comodamente a fare colazione , davanti a questo spettacolo!
- E’ vero , Istanbul è affascinante – rispose Mario-Pensa che da qui, spostandoci  a piedi, possiamo vedere tanti monumenti importanti e vivere l’atmosfera più antica della città . Oggi, dopo la riunione di lavoro con i miei clienti, potremo andare in giro tranquillamente. Poi ,stasera, prendiamo il battello e facciamo la gita sul Bosforo .Va bene?
- D’accordo – rispose Laura.


           CONTINUA

martedì 12 giugno 2018

LA TRUFFA DEI LOGAN



Ancora una volta il cinema americano  decide di ambientare una storia nella sua provincia. Quell’area del paese dove  sono ancora più radicate le regole dell’antica cultura della frontiera. Vi è quasi il riconoscimento che il successo sociale  ed il possesso del denaro che lo caratterizzano siano il giusto compenso dei più forti , di quelli che nella lotta per la sopravvivenza hanno saputo prevalere meritandosi dunque il relativo premio. D’altra parte,. è anche ben presente il diritto all’autodifesa, al farsi giustizia da sé che ha spesso caratterizzato le trame d’innumerevoli film western.
E quindi , se eri una promessa, anzi quasi un campione sportivo dal radioso futuro economico e sociale, e la tua carriera è stata distrutta da un incidente che ti ha reso zoppicante. Se ancora vieni licenziato proprio a causa di una incredibile burocrazia assicurativa , legata proprio alla tua condizione fisica. Se rischi di avere difficoltà a vedere  ancora  la figlia che ami e che ti ama  perché la tua ex moglie ed il suo nuovo compagno si stanno trasferendo in un altro Stato. Se il tuo amato fratello, che ha perso un braccio in una missione militare in Iraq, sbarca il lunario come barman e viene deriso davanti ai tuoi occhi da uno stupido e strafottente uomo che si crede importante solo perché è ricco ed è una celebrità televisiva. Se tua sorella, nonostante la sua intelligenza e le sue qualità, insieme a tutti voi viene considerata affetta della “maledizione dei Logan” ed in qualche modo siete tutti evitati perché “portate sfiga; ebbene , forse, è anche vostro diritto farvi giustizia da soli e decidere di mettere  in atto una truffa geniale per mezzo della quale porre rimedio a tutto questo ed arridere al meritato successo.
Da queste premesse si svilupperà la descrizione della truffa che vedrà agire insieme ai Logan altri alleati che alla fine saranno stati ben felici di aver partecipato all’impresa. D’altra parte, la stessa sarà resa possibile anche dal fatto che spesso nei momenti di difficoltà i gangli marci del sistema sociale daranno una mano ai nostri eroi mostrando la loro incapacità di tenere un comportamento lineare o pagando per il loro atteggiamento arrogante. Succederà quando il Direttore del carcere negherà più e più volte , interrogato dagli agenti della FBI, che vi sia stata una rivolta   sviando in tal modo le loro indagini . Succederà ancora quando una testimonianza non verrà confermata da un pilota   a causa dell’insopportabile comportamento prevaricatore del suo manager.
“E tutti vissero felici e contenti “, anche perché chi ha subito la truffa è tutto tranne che una realtà da compatire ed ha in  mano tutti i mezzi per rifarsi a danno del sistema assicurativo che  in America non gode di grande comprensione  morale.
“E Tutti vissero felici e contenti “ anche se la lotta per la sopravvivenza continua e sulle tracce dei Logan c’è ancora un’infaticabile agente FBI che cercherà, grazie alla sua avvenenza, di  penetrare le difese di uno dei protagonisti.
Steven Soderbergh torna  con questo film ad avventurarsi nel labirinto della descrizione di una truffa dopo averci magistralmente intrattenuti con il ciclo  di “ Ocean’s” ( Ocean’s Eleven – fate il vostro gioco, Ocean’s Twelve, Ocean’s Thirteen). Soderbergh  ha un passato prestigioso ed ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes per il film  cult “ Sesso, bugie e videotape”. Nel 2001 ha poi ricevuto una doppia candidatura all' Oscar come miglior regista  per i film “ Erin Brockovich” e “Traffic” vincendolo per il secondo. Ricordiamo anche  “ Intrigo a Berlino” ,” Effetti collaterali”  e due film sulla figura e la vita  di Che Guevara.
 Si era temuto  che Soderbergh lasciasse l’attività di regista per dedicarsi alla pittura,  come da notizia riportata dall’attore Matt Damon  durante la lavorazione  del film “ Contagion” del 2011.
È con piacere notare invece la continuità della sua attività che in questo film oltre alla regia cura anche la fotografia e la montatura . Bravi e credibili gli attori, da   Channing Tatum (Jimmy Logan) ad Adam Driver ( Clyde Logan) a Daniel Craig ,che per l’occasione ha smesso i panni celebri di 007, a Riley Keough ( Mellie Logan).
Ancora una volta  Soderbergh  ci ha regalato un film d’azione che si lascia seguire piacevolmente.

VERSO ORIENTE- 7




Il residence dove si svolgeva la festa  sorgeva direttamente sul mare    e godeva dell’affaccio diretto su di una  spiaggia di sabbia fine .
Mario sentì il desiderio di dirigersi alla spiaggia e chiese la complicità di Laura . che fu d’accordo ad accompagnarlo.
Si allontanarono  camminando lentamente sulla spiaggia e  si presero per mano. Il palmo tiepido di Laura  aderiva dolcemente a quello di Mario ed una corrente di tenero calore si riversava nei loro corpi.
-E’ stato bello stasera….. ed anche tu sei bella- disse  Mario guardando Laura negli occhi
-Forse perché sono contenta  - rispose Laura- Mio figlio era felice ed io ho avvertito  dentro il desiderio di lasciarlo andare libero verso la sua felicità. Mi sono risentita donna ,oltre che madre,  e questa notte poi è splendida!
-Ed io non pensavo minimamente che questa sosta a Samos  sarebbe stata così importante!-Aggiunse Mario- Ti avevo detto che mi fermavo solo qualche giorno prima di andare ad Istanbul per una consulenza. Dopodomani parto;  ma, allo stesso tempo, voglio stare con te.
A quelle parole, Laura non riuscì a trattenere un sorriso e un’espressione di sensualità e di tenerezza si disegnò sul suo volto.
-Vieni con me – Disse Mario- andiamo insieme . Sarà bellissimo. Ho sempre sognato di vedere Istanbul e con te sarà ancora più affascinante. Andiamo insieme !
Si….- Rispose Laura-  E comincio a ridere piano per una felicità improvvisa che le sgorgava inarrestabile da tutto il corpo.
Si – aggiunse Mario – ed ascoltandola  ridere piano si estasiò a guardarla e la baciò .
Si persero l’uno nell’altra , soli sotto le stelle  e pian piano nudi si rotolarono,  con l’innocenza dei bambini , sulla sabbia  e fecero l’amore gemendo ed ansimando di piacere.
Dopo si tuffarono nel mare, continuando a cercarsi   fra le onde.

CONTINUA