In questo blog raccolgo i racconti , i quadri , le poesie realizzate nel corso degli anni e che verranno ulteriormente prodotte. Benvenuti e grazie per l'attenzione.
domenica 23 dicembre 2018
IMMAGINI
Da bambino tiravo calci al pallone contro il muro della mia terrazza e sfogavo così tutta la mia rabbia;
Poi, mi sdraiavo a terra e guardavo il cielo, immaginando ogni volta quale disegno formassero le nuvole.
Ora era un volto e subito dopo ecco, accanto a lui, passare una nave o un albero e delle montagne più in là.
Andavo al mare e ,mentre poggiavo i piedi sulla sabbia, una forte energia si arrampicava dentro di me risalendo su, lungo le gambe.
Entravo in acqua e mi lasciavo cullare dalle onde;
Poi cominciavo a scavare per cercare le telline che la sera, al ritorno a casa ,avrei gustato fritte in padella.
Guardavo e guardo ancora il cielo e il mare riempendo il mio cuore d'immensità e pian piano, senza accorgermene ,prendo il volo verso orizzonti lontani .
Vecchi volti e paesaggi prendono forma nella mia mente rincorrendosi con il desiderio di nuovi paesi mai visitati o solo immaginati nelle pagine dei libri.
giovedì 20 dicembre 2018
KENYA - Parte Finale
Appena arrivato a Bucarest, prima
ancora di cercare l’albergo, si fece
portare al supermercato dove lavorava Tony.
Dov’è Maria? Che fate voi due ? Che
sta succedendo?-disse Cesare appena
incontrato Tony.
Cesare che ci fai qui? Non ti
preoccupare . Va tutto bene !Vieni ti porto da Maria.
Così facendo, Tony si fece seguire,
portandolo con la sua macchina nell’appartamento dove stava Maria.
Cesare, con Maria ci sta anche Yuri
ed è meglio che non ti veda – disse Tony- facciamo una cosa,
ti porto in un albergo di un mio amico,
qui vicino, ed avverto Maria di passarti a trovare al più presto . Tu
l’aspetti in camera e lei ti spiegherà tutto. Va bene?
-No non va bene gniente! –
rispose Cesare- Io salgo e mettiamo tutto in chiaro, anche con Yuri
-Lascia stare Cesare! Quello è
armato e pericoloso e sta con due guardie del corpo armate fino ai denti . Abbi
pazienza ! Che vuoi fare ? Ti spiegherà
tutto Maria!
-Va bbene- acconsentì Cesare- ma nun me state a coglionà! Se , entro
oggi, non parlo con Maria , faccio l’inferno!
Dai Cesare , va bene, andiamo
–rispose Tony. Sistemò Cesare nell’albergo e lo lasciò solo ad aspettare.
Che situazione! Cesare non sapeva
che pensare! Ma guardatelo ! Seduto sul letto di una stanza a Bucarest ad
aspettare… per ore!
Finalmente qualcuno bussò alla
porta. Era Maria!
Più bella che mai, ma con uno sguardo
gelido e distante!
Che ci fai qui? Gli disse-
Che ci faccio qui? –rispose Cesare
– Tu non ti fai trovare –soldi nun ne
arrivano-la Banca mi chiede il rientro –vengo a Bucarest, Tony non sa che
dirmi e tu mi parli così? Che significa
tutto questo ? che sta succedendo?
Le parole che seguirono furono come
aghi gelidi piantati ad uno ad uno, lentamente, nella mente e nel cuore di
Cesare.
Fin dall’inizio , fin da quando si
erano conosciuti in Kenya avevano riso di lui con Yuri e Tony e preordinato ogni cosa. Non c’era nessuna
costrizione da parte di Yury. Lei lo amava e Yuri era il suo uomo: Un uomo
pericoloso è vero. Il capo di un’organizzazione criminale, è vero, che la stava
aspettando nella hall dell’albergo con i suoi uomini. Fin dall’inizio erano
d’accordo e la merce era già stata venduta tutta in Russia e in Romania.
-Ma tu non vedrai un soldo Cesare – Gli disse Maria.
-Ma pensavi davvero che mi potessi
mettere con un vecchio come te?
-Che potessi lasciare Yuri per te?
Che tu mi piacessi?
Si , Cesare lo aveva creduto e le
parole di Maria risuonavano come boati
nella sua testa e nel suo cuore.
Non ci vedeva più dalla rabbia e
dalla disperazione . Prese la pistola e la puntò verso di Lei.
-E che vuoi fare con quell’arnese? Vuoi sparare? Sei già morto
anche tu! Yuri non farà passare un minuto prima
di ucciderti e pestarti sotto i suoi piedi.
Che vuoi fare ? Spara……..e
spara…….. -gli gridò in faccia Maria, sfidandolo con violenza.
L’esplosione rimbombo nella sua
mente!
Il corpo di Cesare fu sconvolto da
quella scossa mentre un dolore
lancinante e sordo invadeva il suo petto
e il suo cuore dolorante, spaccandolo in due.
Si dice che, nel momento del
passaggio, scorra davanti agli occhi la vita intera e Cesare si scoprì bambino correre con i suoi
amici per le strade di Centocelle , sentì lo sguardo protettivo del padre su di
lui e la carezza della madre sul suo volto. Poi si rivide, giovanotto, faticare con allegria nei suoi primi lavori
ed entrare nella macchina veloce portando la moglie ed i figli in una gita
fuori porta. Sentì sulla bocca le labbra di sua moglie ed entrò sorridente in
azienda. Raccontava del Kenya ai suoi amici e la bellezza dei leoni e degli elefanti le cui sagome si stagliavano
scure sullo sfondo del tramonto africano.
Cesare, ora, stava steso per terra, abbattuto da un infarto
mortale; ma, sulla sua bocca, c’era disegnato un sorriso, rivolto all’ultima
immagine nella sua mente: Maria!
.................................................................................................................
FINE
mercoledì 19 dicembre 2018
KENYA -Parte 9
Erano stati bravi! Avevano organizzato tutto alla perfezione e, con l’aiuto della fiduciaria della Banca, Yuri comprava merce dall’Italia senza sapere che, dietro la “Italy export “ ,c’erano Cesare, Maria e Tony.
Gli affari andavano bene. Per iniziare, Cesare aveva messo a garanzia della Banca un libretto al portatore di 50.000 euro ed aveva ottenuto un affidamento di pari importo . Dopo qualche mese di spedizioni e di vendite, le cose andavano bene e si cominciava a vedere un buon guadagno, che cominciava a riempire il conto segreto di Tony e Maria.
Tutto andava per il meglio e presto si sarebbe arrivati al momento della liberazione.
Ne valeva la pena di aspettare ! Maria era stata irremovibile! Non dovevano fare insospettire Yuri e quindi bisognava fare il sacrificio di non vedersi fino alla conclusione del loro tentativo . Poi si sarebbero ritrovati liberi a Nazaré.
Tutto bene quindi , ma stamattina Cesare era nervoso! Maria e Tony gli avevano parlato di una possibilità che avrebbe permesso di accelerare i tempi. Yuri era entusiasta dei prodotti italiani e, con le sue conoscenze in Russia, era pronto ad espandersi anche in quel mercato. Voleva fare un’ordinazione grossa ; ma, con una dilazione di almeno 90 gg. Si trattava di 150.000 euro di controvalore merce.
Maria e Tony erano su di giri e pronti a mettere in gioco tutti i guadagni di quei mesi per investirli nell’operazione. Con tutto questo e con l’aiuto ulteriore di Cesare non si superavano i 100.000 euro di aumento della garanzia. La Banca doveva fidarsi e dare un temporaneo in bianco di almeno altri 50.000 euro.
Quella mattina, Cesare era pertanto dovuto andare in Banca per chiedere l’accordo all’operazione. Aveva dovuto faticare non poco a convincere il Direttore ed, alla fine, aveva dovuto mettere la sua fideiussione personale a garanzia con l’impegno che, finita l’operazione, gli sarebbe stata restituita.
Mia moglie ed io siamo in comunione dei beni e la casa è anche sua- aveva detto Cesare-
Non l’ho mai coinvolta nella mia attività e non voglio farlo adesso. Promettimi che tra qualche mese , alla scadenza dell’operazione, mi restituisci la fideiussione.
Promesso- rispose il Direttore-
Te credo- rispose Cesare – e si strinsero la mano, guardandosi dritto negli occhi per suggellare quel patto.
Tutto era stato fatto come si deve. Maria era strafelice e la merce era già arrivata a Bucarest nel giro di una settimana. Da li, era partita per la Russia, gestita da una delle tante società di Yuri.
Ora erano passati già due mesi e Cesare non capiva lo stato d’animo di Maria .
Non c’era mai e rispondeva con molto ritardo ai suoi messaggi. Quando rispondeva era come se fosse lontana e formale . Diceva che Tony non stava bene di salute e che era molto impegnata con il lavoro e con il fratello. Dopo qualche tempo non rispose più ai suoi messaggi. Provò a cercare Tony. Inutilmente. Si negava.
Erano passati, inoltre, quattro mesi dalla spedizione della merce e vi era un opprimente silenzio. Il Direttore della Banca voleva notizie sui pagamenti e Cesare non sapeva che rispondere.
Il temporaneo è scaduto da trenta giorni , posso rinnovarlo per altri quindici - gli aveva detto il Direttore della Banca quella mattina- ma poi, ti devo chiedere ufficialmente il rientro dell’esposizione.
Te giuro che nun so gniente! –rispose Cesare-Non ho nessuna notizia ed ho deciso di andare a vdere che succede. Parto domani per Bucarest e ti faccio sapere.
Ti ripeto-disse il Direttore- se tra quindici giorni non arrivano i soldi, devo mettere la pratica al rientro. Questo significa che i libretti a garanzia vengono estinti per decurtare il saldo debitore del conto e per il resto dovrai rispondere tu in virtù della fideiussione. Speriamo di poter evitare di coinvolgere la tua azienda in questo pasticcio!
Cesare era preoccupato! Anni di lavoro , la sua azienda . il rapporto con il socio , la sua stessa famiglia erano minacciate da questa situazione debitoria che rischiava di allargarsi oltre il dovuto .
Che c….. era successo? Ma porco D……, che mi stanno a piglià per c…..!
E Maria ? Dove stanno Maria e Tony? Perchè non rispondono? Se Yury li ha toccati, guai a lui , pensò Cesare, accarezzando la sua pistola.
CONTINUA
martedì 18 dicembre 2018
KENYA- Parte 8
Dopo, visitarono l’ Ermida da Memoria, una piccola cappella in cui si ricorda il miracolo che avrebbe fatto la Madonna impedendo che il cavallo di un nobile, D. Fuas Roupinho, si lanciasse nel precipizio. Accanto , nel belvedere, viene mostrato ancora il segno lasciato sulla roccia dal ferro di cavallo in quella mattinata nebbiosa del 1182. Impressionante!
Continuarono lentamente la passeggiata godendosi quella dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, che li faceva sentire totalmente liberi e padroni della propria vita e si diressero verso il Santuario de Nossa Senhora da Nazaré. All’interno di questa è custodita la statua della Madonna col Bambino, che , secondo la leggenda , è la più antica del Portogallo. Sembra che la statua fosse stata offerta da S. Girolamo a S. Agostino il quale, a sua volta, l'avrebbe donata al monastero spagnolo di Cauliniana. Di là sarebbe stata portata a Nazaré, molto tempo prima che esistesse la nazione portoghese. Poi, all'epoca delle invasioni musulmane, i cristiani, per preservarla dalle profanazioni, l'avrebbero nascosta in una grotta del villaggio di Pederneira, dove sarebbe rimasta per quattro secoli, finché non fu ritrovata dall'alcade di Porto de Mós, il cavaliere templare d. Fuas Roupinho. Questo alcade è lo stesso del miracolo ricordato dall’Armida da Memoria e per testimoniare la sua gratitudine a Maria, fece costruire la cappella e vi fece collocare la statua ritrovata nella grotta.Poi successivamente la statua fu portata nell’attuale santuario edificato da re Ferdinando I nel 1377. La statua della Madonna di Nazareth , da cui ha preso il nome la cittadina , rappresenta una vergine nera scolpita in legno ed è posta nella navata centrale protetta dal vetro.
Cesare rimase meravigliato nell’osservare la bellezza delle classiche piastrelle portoghesi bianche e blu che decoravano l’interno del Santuario. Non che a Roma non avesse visto le più belle chiese del mondo; ma, quelle decorazioni erano particolari e sapeva già che quella giornata , con tutti i suoi aspetti e le sue immagini ,sarebbe rimasta impressa nella sua memoria.
La sera , ripreso l’ascensore e ritornati sulla spiaggia, incontrarono Tony e si diressero al ristorante da Miguel per cenare insieme.
Erano contenti di vedersi e di stare insieme in libertà senza pensare , per un attimo , ai loro problemi. Miguel era famoso per la sua barca d’aragosta e frutti di mare che decisero di annaffiare con un buon bianco della regione del Douro.
Cesare non credette ai suoi occhi quando portarono le due barche d’aragosta che avevano ordinato . Ora capiva perché il tavolo dove li avevano fatti accomodare era da sei persone . Le barche erano enormi e brulicanti d’aragosta, granchi enormi , frutti di mare vari che andavano dalle cozze , alle vongole giganti, ai cannolicchi, ecc. e poi gamberoni , scampi ecc. Un ben di Dio!
Cesare si ritrovò a succhiare con voluttà la testa di uno scampo mentre lo attendevano due cozze, belle piene. Sorseggio un buon dito di vino bianco gelato ed attaccò con un altro pezzo d’aragosta.
-Dovrebbe esser sempre così- sussurrò Maria
-E chi ce lo impedisce? - rispose Cesare di rimando
-facciamo un nome a caso? –disse Tony- un certo Yuri.
Di colpo il clima fra di loro si fece teso e cominciarono a parlare fitto fitto di quella situazione . Non poteva durare ! O decidevano di salutarsi lì o dovevano far qualcosa per liberarsi di Yuri.
E…si!- disse Tony.- e come mangiamo? Quello ci fa vivere a me , Maria ed anche ai nostri genitori. Avete capito? Se non pensiamo a trovare un modo di guadagnare bene e subito , ci facciamo solo delle illusioni. Dobbiamo essere indipendenti per poterci allontanare e magari far perdere le nostre tracce, se no, è meglio lasciar perdere.
-Si è meglio così. Lasciamo perdere – aggiunse Maria.
Ed io che ci sto a fare ? rispose Cesare- Non conto niente? Non posso darvi una mano?
E come ? – disse Maria?
-un modo ci sarebbe – fece Tony
-Di che parli?- Rispose Cesare- Parla liberamente. Dimmi che pensi.
-Tu sai che gestisco un supermercato per conto di Yuri e ti posso dire che conosco abbastanza bene i gusti della gente. E poi si si parla anche con altri del settore ….
E allora? – lo incalzò Cesare-
E allora…… i prodotti italiani vanno forte!- aggiunse Tony- La pasta ,il vino soprattutto , alcuni formaggi.. sono molto apprezzati . C’è tanta gente che ha vissuto in Italia ed ha imparato a mangiare all’italiana. Anche le persone di un certo livello, se gli parli della cucina italiana e dei vini italiani , ne sono innamorati. Tu dall’Italia potresti mandare la merce e noi potremmo venderla in Romania, anche allo stesso Yuri ed alla sua organizzazione senza che lui sappia chi ci sta dietro.
-Si è vero – disse Cesare- la mia banca mi ha proposto spesso di mettermi a disposizione una fiduciaria per eventuali operazioni in cui non voglio figurare a mio nome. Potremmo fare una società insieme, ma intestare le quote alla fiduciaria .Tra l’altro, la banca ha una sede anche a Bucarest e sarebbe facile raccogliere tutte le vostre firme necessarie alla costituzione delle quote e mettervi a disposizione un conto della nuova società.
Potrei anticipare io i soldi per le prime spedizioni . Dopo, diventa un giro che si alimenta da solo e ,una volta avviata l’attività, con gli utili conseguiti sarete liberi di decidere quello che volete fare.
-Lo faresti?- Chiese Maria
-Certo che lo farò. Se tu sei d’accordo è cosa fatta!. Appena torno a Roma vado in banca e sistemo tutto. Appena pronti, facciamo la prima spedizione che neanche è passato un mese .
-Magari!|- fecero in coro Maria e Tony
- Dai brindiamo – aggiunse Cesare – al nostro futuro insieme – e riempì i bicchieri mentre si scaldava gli occhi col sorriso di Maria!.
CONTINUA
lunedì 17 dicembre 2018
KENYA- Parte 7
La macchina camminava veloce per la strada che, costeggiando il mare, portava a Nazaré, nella regione dell’Estremadura. Maria era andata a prendere Cesare all’aeroporto di Lisbona, da sola. Si sarebbero visti poi, la sera, anche con il fratello Tony. Cesare guardava il profilo di Maria e le sue braccia nude che stringevano il volante e provava una sensazione di piacere espandersi in tutto il suo essere.
Era bella! Ed era fortunato ad aver suscitato il suo interesse!
Erano quasi arrivati. Il paese, si stendeva attorno ad una lunga spiaggia di sabbia bianco-dorata, sulle rive dell’Atlantico; mentre, in alto, su di un promontorio, era posto il quartiere più antico e caratteristico “ Il Sitio” dove stava un belvedere, il Miradouro do Suberco, con una veduta spettacolare sull’oceano e sulle sue onde, fra cui quella più alta mai cavalcata da un surfista nella storia dell’uomo.
Maria posteggiò la macchina sul lungomare, davanti all’alberghetto dove aveva prenotato una stanza per Cesare. Stava nella parte nuova di Nazaré: La Praia, ed era comodo perché era al centro della vita della cittadina.
I genitori di Maria e di Tony, invece, abitavano nel quartiere più antico: Pederneira, posto su di una lingua di terra che domina da meridione Nazaré ed in cui nacque il primo insediamento di pescatori.
Il padre era stato anche lui un pescatore, fin da ragazzino, ed anch’egli, per anni, nei mesi estivi, il sabato al tramonto, aveva partecipato da protagonista allo spettacolo dell’Arte Xavega, una pesca con la sciabica, tirando a riva le reti cariche di pesce; mentre, tutt’intorno, la moglie, insieme alle altre venditrici, lanciava urla di richiamo ai clienti, usando un linguaggio dal gergo antico e di difficile comprensibilità.
Ora, aveva più di ottant’anni ed era molto malandato. Aveva difficoltà a reggersi sulle gambe e passava gran parte del suo tempo seduto su di una sedia sull’uscio di casa a guardare i vicini e la gente che passava.
La madre, era più giovane di qualche anno e qualche volta, indossava le sette gonne della tradizione e vendeva il pesce al mercato nel banco della vicina di casa, che, in quelle occasioni, le dava poi qualcosa per ringraziarla..
Senza una modesta pensione dello Stato e l’aiuto di Maria e Tony non sarebbero potuti andare avanti, nonostante la modestia del loro tenore di vita.
Maria accompagnò Cesare nella stanza e finalmente, dopo tanto tempo, la lunga attesa, imposta dalla lontananza, fu ripagata dai baci più caldi ed intimi che si potessero desiderare e la passione, morbida e calda, si fece strada lentamente nei loro corpi.
Più tardi Cesare si ritrovò ad osservare Maria ancora addormentata tra le sue braccia e senza prevederlo vide la sua mano accarezzare i suoi capelli. Che gli stava succedendo?
Poteva, alla sua età, con gli impegni di lavoro e familiari che aveva, lasciarsi coinvolgere tanto in quella storia? No, non poteva, ma per il momento era là con Maria e “nun glie’mportava de ‘gniente”.
Nel pomeriggio uscirono a piedi sul lungomare e presero l’ascensore per salire al Sitio posto su di un impressionante strapiombo di roccia . Dall’alto del Miradouro la vista era stupenda. Il tramonto stava tingendo di colori di fiamma il cielo con toni che andavano dal rosso fuoco via via verso le sfumature più incredibili per tuffarsi nel blu del cielo mentre riflessi di luce calda lambivano come onde l’azzurro scuro del mare.
CONTINUA
sabato 15 dicembre 2018
KENYA - Parte 6
Era la domenica delle palme .La giornata era bella con un primo sole splendente dopo le piogge dei giorni precedenti e Cesare desiderava uscire per fare una passeggiata. S’incammino su per la breve salita davanti casa e si ritrovò quasi davanti alla chiesa del quartiere. Improvvisamente, si rese conto di non aver preso l’ulivo benedetto quell’anno ed in cuor suo sperò di essere ancora in tempo per trovarne qualcuno.
Entrò nel cortiletto antistante l’entrata della chiesa dove su di un banco di legno, messo li per l’occasione , stavano gli ultimi ramoscelli d’ulivo rimasti. Una signora gliene porse qualcuno gentilmente e ,dopo averla ringraziata ,Cesare entrò in chiesa. Rimase vicino alle ultime file delle panche di legno accanto ad un prete che parlava con due donne . Era del Sud America e raccontava che tra qualche giorno sarebbe tornato a casa per vedere i suoi. Poteva avere una quarantina d’anni , alto e con capelli scuri. Quando le donne si allontanarono, Cesare si avvicinò al prete dicendo : _ Padre un sego di croce … solo un segno di croce.- Non sapeva perché glielo chiedesse- Forse era il subbuglio di sentimenti che albergava nel suo cuore da quando era ritornato dal suo viaggio in Kenya . Forse voleva solo una ulteriore benedizione per i ramoscelli di ulivo che aveva preso. Chissà?! Il prete , dapprima sorpreso, gli si rivolse dicendo- Certo , desidera una benedizione – e così dicendo gli prese il capo tra le mani e poi ,alzando lo sguardo al cielo e sorridendo, lo benedisse facendo il segno della croce e dicendo-“ in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen”- “ Amen” rispose Cesare e si allontanò sentendo ancora il conforto delle mani del prete che avevano circondato il suo capo .
Adesso, i ramoscelli di ulivo erano certamente benedetti e desiderò di portarli a casa.
Il giorno di Pasqua i suoi figli sarebbero stati a pranzo a casa sua e glieli avrebbe dati , come ogni anno , in segno di attenzione nei loro confronti e nella speranza della loro serenità.
Cosa può sperare di più un padre? Se non di vedere i propri figli sereni!
Poi, dopo Pasqua, sarebbe partito per il Portogallo dove avrebbe rivisto Maria.
CONTINUA
giovedì 13 dicembre 2018
KENYA -Parte 5
Erano passati ormai due mesi dal viaggio in Kenya e dall’incontro con Maria e quello strano gruppo di persone che comprendeva il fratello Tony e quel gelido russo sempre circondato dai suoi scagnozzi. Cesare manteneva dei contatti giornalieri con Maria tramite delle chat su Facebook dal suo computer nell’ufficio del negozio. Aveva da tempo creato un profilo sul social, protetto da sguardi indiscreti, e lo utilizzava in quell’occasione.
Maria ed il fratello Tony abitavano insieme in un appartamento a Bucarest pagato dal russo a cui erano legati per vivere . Tony gestiva un supermercato di proprietà di una delle società fantasma controllate dal russo mentre Maria , ufficialmente lo collaborava , ma in realtà era a disposizione di Yuri ………… il russo.
Nel corso delle chat Maria non perdeva l’occasione di raccontare a Cesare come fosse stufa di quella situazione e di come non desiderasse altro che poter essere di nuovo libera. Ci aveva pensato tanto! Avrebbe potuto fare anche un colpo di testa e scappare via lontano……. E il fratello?
Tony era legato mani e piedi al russo ed inoltre avrebbe pagato amaramente per la sua fuga!..... No!
Bisognava pensare a tutto, anche al futuro di Tony e ci volevano soldi per andare via e sparire!
Cesare si stava affezionando a quella ragazza e si sentiva in qualche modo lusingato del suo interesse per lui! Non parlavano solo delle difficoltà, perché Maria non mancava di soffermarsi sul fatto di pensare spesso a lui e di ricordare quei bei momenti vissuti insieme per un breve tempo in Kenya.
- Perché non ci rivediamo?- Gli diceva- Per Pasqua io e Tony potremo tornare a casa dai nostri genitori a Nazaré , non molto lontano da Lisbona, e Yuri ci lascia andare senza problemi.
Potresti venire subito dopo Pasqua a Lisbona e per qualche giorno potremmo stare insieme, che ne dici?
-E che ne dici?- Cesare era invogliato da quella proposta. Che poteva essere un week end a Lisbona? Che problema c’era?
Prendeva tempo ogni volta , ma ci pensava; eccome se ci pensava! Aveva voglia di lei e della sua calda e morbida sensualità.
-Va bbene! -scrisse Cesare- vengo. Parto da Roma il giovedì dopo Pasqua e ritorno la Domenica. Ho trovato pure una combinazione abbastanza vantaggiosa di volo più Hotel a Lisbona e se per te va bene confermo e ti do tutti i dettagli dell’albergo .
CONTINUA
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